Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni si affida al sostegno grafico.

Prosegue il movimento discendente del titolo bancario che si attesta a quota 1.20 euro. Al momento il quadro grafico è ancora incerto ed i corsi riescono a mantenersi, almeno per il momento, al di sopra di questo sostegno strategico, supporto alla cui violazione seguirebbe probabilmente la riattivazione di un nuovo movimento discendente con un primo target a 1.10 euro (1.05 euro 2° target). Le prospettive tornerebbero invece interessanti oltre 1.50 euro in chiusura di seduta e con tenuta settimanale, circostanza che spalancherebbe le porte ad un allungo in direzione di area 1.70 euro (1° target).  Oggi  è il giorno limite per la presentazione delle offerte vincolanti per Banca Intermobiliare (Bim), la società controllata da Veneto Banca che, dopo la liquidazione coatta amministrativa dell’istituto, è rimasta fuori dal perimetro di asset acquisiti da Intesa Sanpaolo.

Il primo semestre del 2017 è stato caratterizzato dal difficile contesto aziendale della controllante, definitosi con la messa in liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca a seguito delle decisioni delle Autorità europee ed in conformità al Decreto Legge del 25 giugno 2017. In questo contesto il Consiglio di Amministrazione di Banca Intermobiliare ha avviato nel semestre le attività definite nell’ambito delle “Linee guida di piano strategico” approvate in data 10 febbraio 2017 ed ha predisposto un “Piano industriale 2017-2021”, secondo una logica “stand alone”, approvandolo in data 18 luglio 2017. L’avvio delle attività per la cessione delle quote detenute in Bim da Veneto Banca, con l’inizio di una fase di due diligence da parte di primari operatori internazionali che hanno espresso nelle scorse settimane manifestazioni di interesse, potrà consentire alla Banca di avere in futuro una governance chiara e stabile, e quindi di riprendere un percorso di crescita delle masse e della profittabilità. Il primo semestre del 2017 si è chiuso con un margine di intermediazione consolidato in lieve flessione del 4% (€/Mln. 44,3 al 30.06.2017 vs €/Mln. 46,2 al 30.06.2016). Il risultato della gestione operativa migliora nettamente a €/Mln. 3,7 (€/Mln. 1,3 del 30.06.2016) per effetto della forte riduzione dei costi operativi. Il risultato consolidato risulta tuttavia negativo per €/Mln. 24,9 rispetto alla perdita di €/Mln. 14,7 registrata al 30.06.2016, a fronte di rettifiche di valore sui crediti, in linea con l’attuale credit policy della Banca. Gli impieghi vivi sono stati ulteriormente ridotti, attestandosi ad €/Mln. 402,6 (-20,7% rispetto al 31.12.2016), in coerenza con le linee strategiche volte a ridurre fortemente le esposizioni creditizie Corporate. I tassi di copertura dei crediti deteriorati continuano ad incrementare e risultano superiori ai dati medi del sistema bancario italiano. I Fondi Propri sono pari a €/Mln. 144,3 (eccedenza di Fondi Propri sulle attività di rischio ponderate €/Mln. 45,3) e determinano indicatori di vigilanza (CET 1 Fully Phased al 10,66%) ampiamente superiori ai livelli minimi richiesti da Basilea III.

 

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