Il titolo migliore e peggiore della settimana.

IL MIGLIORE

Il titolo IMMSI ha archiviato la seduta settimanale facendo registrare la migliore performance sul listino milanese guadagnando così il 13%; dall’inizio dell’anno +48%. Il prezzo max degli ultimi 17 mesi è 0.5650 euro, quello minimo 0.318 euro.  Il Consiglio di Amministrazione di Immsi S.p.A. (IMS), riunitosi il 1° settembre sotto la presidenza di Roberto Colaninno, ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2017. Rispetto al corrispondente periodo del 2016, nel primo semestre del 2017 il Gruppo Immsi ha registrato performance di segno positivo, un deciso miglioramento di tutti i principali indicatori finanziari e la riduzione del debito. 

Andamento economico-finanziario del Gruppo Immsi al 30 giugno 2017

I ricavi consolidati al 30 giugno 2017 sono pari a 779,7 milioni di euro, in incremento del 5,9% rispetto ai 736,1 milioni di euro registrati nel semestre 2016. L’Ebitda (risultato operativo ante ammortamenti) consolidato del Gruppo Immsi al 30 giugno 2017 ammonta a 122,5 milioni di euro, il miglior dato registrato nel primo semestre degli ultimi dieci anni (dal 1° semestre del 2007), e in incremento del 24,5% rispetto ai98,4 milioni di euro del corrispondente periodo del 2016. L’EBITDA margin è pari al 15,7%, la migliore performance finora raggiunta nel primo semestre (13,4% al 30 giugno 2016). L’Ebit (risultato operativo) del primo semestre 2017 è pari a 60,1 milioni di euro, in crescita del 36,8%, rispetto ai 43,9 milioni di euro del 30 giugno 2016. L’Ebit margin è pari al 7,7% dei ricavi netti (6% al 30 giugno 2016). Il risultato ante imposte al 30 giugno 2017 ammonta a 38,6 milioni di euro (18,6 milioni di euro al 30 giugno 2016). Le imposte di periodo sono state pari a 18,3 milioni di euro (10,9 milioni di euro nel primo semestre 2016). Il risultato netto inclusa la quota di terzi parti è positivo per 20,3 milioni di euro (7,7 milioni di euro nel semestre 2016). Il Gruppo Immsi ha registrato un risultato netto consolidato al 30 giugno 2017 positivo per 11,3 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto a 2,6 milioni di euro registrati al 30 giugno 2016.

L’indebitamento finanziario netto (PFN) del Gruppo Immsi al 30 giugno 2017 si è attestato a 863,3 milioni di euro, in miglioramento per 43,6 milioni di euro rispetto al dato di fine esercizio 2016 e in miglioramento per 40,4 milioni di euro rispetto al dato del primo semestre dello scorso anno (903,7 milioni di euro). Il patrimonio netto consolidato del Gruppo Immsi al 30 giugno 2017 è pari a 377,6 milioni di euro (401,8 milioni di euro al 30 giugno 2016). L’organico complessivo del Gruppo Immsi al 30 giugno 2017 è pari a 6.959 dipendenti complessivi nel mondo. Il dato include gli organici italiani del Gruppo che si attestano a 3.871 dipendenti, dato stabile rispetto al valore di fine 2016. Si segnala che il Gruppo svolge attività che presentano variazioni stagionali delle vendite nel corso dell’anno, soprattutto con riferimento al settore industriale.

Al secondo posto si piazza Juventus F.C. (+7.8%) e sul gradino più basso del podio Saras (+5.9%).

IL PEGGIORE

Il titolo peggiore della settimana è BIM che ha ceduto il 12.1% sul listino di Piazza Affari; dall’inizio dell’anno ha ceduto il 20%. Il prezzo max degli ultimi 17 mesi è 2.35 euro, quello minimo è 0.98 euro. Il primo semestre del 2017 è stato caratterizzato dal difficile contesto aziendale della controllante, definitosi con la messa in liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca a seguito delle decisioni delle Autorità europee ed in conformità al Decreto Legge del 25 giugno 2017. In questo contesto il Consiglio di Amministrazione di Banca Intermobiliare ha avviato nel semestre le attività definite nell’ambito delle “Linee guida di piano strategico” approvate in data 10 febbraio 2017 ed ha predisposto un “Piano industriale 2017-2021”, secondo una logica “stand alone”, approvandolo in data 18 luglio 2017. L’avvio delle attività per la cessione delle quote detenute in Bim da Veneto Banca, con l’inizio di una fase di due diligence da parte di primari operatori internazionali che hanno espresso nelle scorse settimane manifestazioni di interesse, potrà consentire alla Banca di avere in futuro una governance chiara e stabile, e quindi di riprendere un percorso di crescita delle masse e della profittabilità. Il primo semestre del 2017 si è chiuso con un margine di intermediazione consolidato in lieve flessione del 4% (€/Mln. 44,3 al 30.06.2017 vs €/Mln. 46,2 al 30.06.2016). Il risultato della gestione operativa migliora nettamente a €/Mln. 3,7 (€/Mln. 1,3 del 30.06.2016) per effetto della forte riduzione dei costi operativi. Il risultato consolidato risulta tuttavia negativo per €/Mln. 24,9 rispetto alla perdita di €/Mln. 14,7 registrata al 30.06.2016, a fronte di rettifiche di valore sui crediti, in linea con l’attuale credit policy della Banca. Gli impieghi vivi sono stati ulteriormente ridotti, attestandosi ad €/Mln. 402,6 (-20,7% rispetto al 31.12.2016), in coerenza con le linee strategiche volte a ridurre fortemente le esposizioni creditizie Corporate. I tassi di copertura dei crediti deteriorati continuano ad incrementare e risultano superiori ai dati medi del sistema bancario italiano. I Fondi Propri sono pari a €/Mln. 144,3 (eccedenza di Fondi Propri sulle attività di rischio ponderate €/Mln. 45,3) e determinano indicatori di vigilanza (CET 1 Fully Phased al 10,66%) ampiamente superiori ai livelli minimi richiesti da Basilea III. Il 29 agosto è stato il giorno limite per la presentazione delle offerte vincolanti per Banca Intermobiliare (Bim), la società controllata da Veneto Banca che, dopo la liquidazione coatta amministrativa dell’istituto, è rimasta fuori dal perimetro di asset acquisiti da Intesa Sanpaolo.

Al secondo posto troviamo Mediaset (-6.0%) ed al terzo K.R.ENERGY (-3.0%).

(esclusi titoli AIM)

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