La Doria: in grande spolvero.

Fa il pieno di acquisti La Doria che sta facendo registrare un progresso di oltre 8 punti percentuali (boom di volumi) spingendosi così fino a 11.55 euro.  Il titolo alimentare torna al centro degli acquisti (al momento non ci sono notizie ufficiali da giustificare l’andamento del titolo; il 19 settembre si riunirà il cda per l’approvazione della semestrale) e grazie a questo balzo (e alle ultime performance) l’azione annulla i ribassi accumulati nell’agosto e settembre 2016. Negli ultimi tre mesi del 2016 il titolo alimentare è stato al centro delle vendite a causa dei risultati in calo dovuti alla
deflazione dei prezzi di vendita e dell’inasprimento dello scenario competitivo anche a seguito della Brexit. Sulla performance ha influito lo sfavorevole cambio di conversione euro-sterlina dei risultati della società controllata inglese. Nel 2016 il Gruppo La Doria ha operato in uno scenario di riferimento più complesso e meno favorevole
caratterizzato, da un lato, dalla forte deflazione che ha colpito diverse categorie di prodotto ed alcuni mercati in cui il Gruppo opera, dall’altro dall’inasprimento della competitività e della pressione della Distribuzione. 

Bisogna però sottolineare che il gruppo (fine 2016) aveva precisato che i segnali di ripresa sarebbero arrivati già nella seconda metà del 2017 e in misura maggiore a partire dal 2018. 

Resoconto Intermedio di Gestione al 31.03.2017

Significativo incremento dei volumi venduti nonostante l’avverso contesto di riferimento.
 Ricavi consolidati in linea, a 167.5 milioni di Euro (168.3 milioni al 31.03.2016). +5.6% a parità di cambio;
 EBITDA a 11.8 milioni di Euro (14.7 milioni al 31.03.2016); Ebitda margin dall’8.7% al 7.1%;
 EBIT a 8.9 milioni di Euro (11.7 milioni al 31.03.2016); Ebit margin dal 6.9% al 5.3%;
 Utile netto a 5.2 milioni di Euro (9.2 milioni al 31.03.2016).
 Indebitamento netto in riduzione a 88.3 milioni di Euro dai 104.8 milioni di euro al 31.12.2016.
 Gearing a 0.42 da 0.50 al 31 dicembre 2016.

Prevedibile evoluzione della gestione
Il 2017 si delinea come un anno sfidante a causa, da una parte, del perdurare della deflazione in termini di prezzi di vendita relativamente all’attività manifatturiera, dall’altra di un quadro inflattivo dal lato del costo delle materie prime. Il ribasso dei prezzi, in particolare dei derivati del pomodoro e dei legumi conservati, insieme all’incremento del costo dei legumi secchi, di alcuni ingredienti e della banda stagnata, non facilmente ribaltabile sui listini praticati ai clienti stante lo scenario deflattivo o, per quanto attiene al mercato britannico, la svalutazione della moneta inglese, condurrà ad una flessione della marginalità rispetto al 2016. Per il 2017 si profila, dunque, una congiuntura di mercato più sfavorevole, tenuto conto anche del calo e/o della stagnazione dei consumi in alcuni paesi che rendono ancor più accesa la competizione, nonché della Brexit con il citato indebolimento della sterlina che implica una perdita di competitività seppur temporanea per il Gruppo in alcune categorie di prodotto, quali i legumi e le zuppe pronte di cui i britannici sono produttori. Segnali di ripresa sono, però, attesi già a metà dell’anno in corso con la nuova campagna di trasformazione del pomodoro grazie alla prevista diminuzione delle scorte del settore,
conseguenza del calo produttivo del 2016 nel Sud Italia che fa presagire un aumento dei prezzi di vendita delle conserve “rosse” e con essi un recupero della marginalità a partire dagli ultimi mesi dell’anno.

Resistenza 11.85 euro per il test a 12.65 euro.

Resistenza 13.09 per il test a 13.60 euro.

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