Esprinet: analisi tecnica.

Brusco scivolone per Esprinet nel corso delle ultime sedute. Il titolo ha praticamente mandato in fumo oltre il 95% dei guadagni accumulati da ottobre 2016 ad aprile 2017 scendendo fino al di sotto dei 5 euro (4.872 euro). Al momento è in atto l’orientamento più ribassista possibile (medie mobili espon.) ma a causa del forte ipervenduto sui principali indicatori non è da escludere un rimbalzo tecnico. Ciò sarà possibile se i corsi riusciranno a mantenersi al di sopra di quota 4.84 euro; in caso contrario sarà difficile evitare un ritorno dei prezzi a 4.71 e a 4.60 euro, livello chiave di medio periodo che dovrà mostrare la propria solidità per evitare guai peggiori al titolo (target 4.47 e 4.25 euro). Per assistere ad un miglioramento del quadro grafico Esprinet dovrebbe tornare stabilmente al di sopra di 6.0 euro, per poi tentare un attacco ad area 6.54 euro in prima battuta. Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 35%, +3% in 12 mesi, -24% in 3 anni e +56% in 5 (dal 2001 ad oggi +267%).

Lo scenario del settore sta determinando un rallentamento significativo a livello consolidato del trend di fatturato e di marginalità lorda pianificato a budget per l’intero 2017 malgrado un mix di vendite in generale più favorevole. Tale dinamica, solo parzialmente compensata da una maggiore disciplina nei costi operativi, è alla base di un ridimensionamento degli obiettivi di redditività per il 2017. A fronte di ricavi pari a € 3,2-3,3 miliardi, il Gruppo si attende un EBIT compreso tra i € 34 ed i € 36 milioni.

Indicatori tecnici (sett.):

RSI(14) Ipervenduto
STOCH (9,6) Neutrale
STOCHRSI (14) Ipervenduto
MACD(12,26) Vendere
ATR(14) meno volatilità
CCI(14) Ipervenduto
ADX(14) Vendere
ROC Vendere
UO Ipervenduto

Williams R: Ipervenduto.

 Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

Punti di Pivot (gg):

S3 S2 S1 Punti di Pivot R1 R2 R3
Classico 4,520 4,696 4,848       5,024 5,176 5,352 5,504
Fibonacci 4,696 4,821 4,899       5,024 5,149 5,227 5,352
Bull/Bear Power(13) -1,5030 Vendere

Beta: 1.12

Ratio Prezzo/Utile: 11.47

Dividendi:

Anno rif. bil. Valore
2016 0,135 euro
2015 0,150
2014 0,120
2013/2012 0,090

Rating e target price:

Nome Data Rating Target Price
Banca IMI 29/06/2017 Buy da Add 9.50 da 8.50 euro
Twice Research 26/05/2017 N.D. 8.64
Banca IMI 22/02/2017 Add 8.50

Evoluzione prevedibile della gestione
Il settore europeo della distribuzione (fonte: Context, luglio 2017) ha sviluppato nel primo semestre dell’anno in corso ricavi per circa € 30,6 miliardi, con una crescita del +5% rispetto al primo semestre 2016. Il solo secondo trimestre, grazie ad una crescita contenuta pari al +1%, presenta sequenzialmente un tasso di crescita inferiore rispetto al primo trimestre (+8%). Il maggiore contributo positivo è da attribuirsi al Regno Unito, prima industria europea per dimensione, grazie ad una crescita del +6% equivalente al tasso di crescita registrato in Germania. Nei primi sei mesi del 2017 il mercato italiano di IT, TLC ed elettronica di consumo relativamente ai canali di sbocco “consumer”, ha fatto segnare una flessione del -1% da € 7,36 a € 7,25 miliardi. Nello stesso periodo il settore distributivo in Italia è arretrato del -1% rispetto al 2016, con sensibile un peggioramento tra il primo (+3%) ed il secondo trimestre (-5%) a riprova di un trend fortemente negativo. Fra le famiglie di prodotto i migliori risultati sono stati realizzati nella telefonia (+8%) e nei display (+13%). Le categorie maggiormente penalizzate si sono rivelate il “mobile computing” (notebook e tablet) ed il “desktop computing” che hanno segnato rispettivamente flessioni dei -6% e del -14%. Secondo i dati GFK la spesa di tecnologia in Spagna nel primo semestre 2017 ha fatto segnare una crescita del +2%, da € 4,47 a € 4,57 miliardi mentre il settore distributivo ha beneficiato di un trend favorevole salendo del +10% pur con un vistoso rallentamento nel secondo trimestre (+6%) rispetto al primo (+13%). Molto negativi si sono rivelati i segmenti dei consumabili (-3%) e del networking (-17%) mentre la telefonia (+38%) ed il software (+5%) si sono rivelate le merceologie a maggior crescita. Il mercato della distribuzione di tecnologia è sottoposto, in particolare nei paesi in cui il Gruppo è presente, ad un anomalo livello di competizione riflessosi sia sui volumi di fatturato che sulle marginalità lorde presso molti clienti “retail” e “corporate” in particolare sui prodotti “PC-based” e periferiche. Tale elevata pressione competitiva è prevalentemente dovuta alla spasmodica ricerca di quote di mercato da parte di alcuni grandi “broadliner” concorrenti, acuita dallo stato di crisi di molti “off-line retailer” dovuta alla prolungata stasi dei consumi interni, oltre che alla concorrenza esercitata sul mercato italiano da parte dei carrier telefonici sulla vendita in distribuzione di hardware (in prevalenza telefonia mobile). A ciò si aggiunge il persistere di una guerra di prezzi nel comparto dei “consumabili” che ha impattato in maniera
rilevante su ricavi e marginalità. Ai fenomeni congiunturali negativi sopra descritti si sommano alcuni elementi più specifici legati all’esecuzione del piano di integrazione di EDSLan (networking) ed alla performance inferiore rispetto alle attese di Celly (accessori per telefonia mobile). Per converso si segnalano gli ottimi risultati nel business della “cybersecurity” acquisito nel novembre 2016 da Itway. La situazione descritta, in buona misura congiunturale, sta determinando un rallentamento significativo a livello consolidato del trend di fatturato e di marginalità lorda pianificato a budget per l’intero 2017 malgrado un mix di vendite in generale più favorevole. Tale dinamica, solo parzialmente compensata da una maggiore disciplina nei costi operativi, è alla base di un ridimensionamento degli obiettivi di redditività per il 2017. A fronte di ricavi pari a € 3,2-3,3 miliardi, il Gruppo si attende un EBIT compreso tra i € 34 ed i € 36 milioni. Alla luce del mutato scenario competitivo il Gruppo ha intrapreso un processo di aggiornamento delle assunzioni di piano al fine di verificare i tempi e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi attualmente previsti per il 2018.

Risultati del primo semestre 2017:

Ricavi netti consolidati: € 1.436,8 milioni (+15% vs € 1.245,0 milioni del primo semestre 2016)
Margine commerciale lordo: € 79,8 milioni (+13% vs € 70,8 milioni)
Utile operativo (EBIT): € 9,8 milioni (-31% vs € 14,3 milioni)
Utile netto: € 6,3 milioni (-40% vs € 10,4 milioni)

Posizione finanziaria netta al 30 giugno 2017 negativa per € 143,2 milioni
(vs Posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2016 positiva per € 105,4 milioni
e vs negativa per € 12,9 milioni al 30 giugno 2016).

Risultati del secondo trimestre 2017:
Ricavi netti consolidati: € 691,4 milioni (+10% vs € 629,6 milioni del secondo trimestre 2016)
Margine commerciale lordo: € 40,2 milioni (+8% vs € 37,1 milioni)
Utile operativo (EBIT): € 5,1 milioni (-37% vs € 8,1 milioni)
Utile netto: € 3,5 milioni (-43% vs € 6,1 milioni).

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.