Il titolo migliore e peggiore della settimana.

IL MIGLIORE

Il titolo FALCK R. ha archiviato la seduta settimanale facendo registrare la migliore performance sul listino milanese guadagnando così il 15.3%; dall’inizio dell’anno +130.5%. Il prezzo max degli ultimi 24 mesi è 2.194 euro, quello minimo 0.650 euro. Lo scorso 12 dicembre Falck il Cda ha approvato l’aggiornamento del piano industriale 2017-2021.

NUOVA ROADMAP 2021: PRIORITÀ STRATEGICHE
• Crescita più ambiziosa ed equilibrata degli asset e rinnovata attenzione ai mercati del Sud Europa e del Nord America
• Aumento dei volumi e degli obiettivi del business dei servizi con focus sull’asset management degli impianti delle energie rinnovabili, sull’energy management, e sull’efficienza energetica, valorizzando la piattaforma digitale interna
• Ulteriore incremento della solidità finanziaria: posizione finanziaria sostenibile ed efficiente allocazione del capitale

OBIETTIVI ECONOMICI E FINANZIARI
• Aggiornamento degli obiettivi della Roadmap al 2021 rispetto al piano precedente tenendo conto dell’evoluzione del mercato delle rinnovabili
o MW consolidati: aumento del 5,5% del target al 2021 a 1.375 MW; MW addizionali cumulati tra il 2017 e il 2021 aumentati del 15%
o Business dei Servizi: previsti ricavi a 44 milioni di euro nel 2021, raggiungimento di 5 GW di capacità gestita in asset management
o EBITDA consolidato: aumento del 3,5% del target al 2021 a 208 milioni di euro, con un CAGR 2018-2021 atteso del 12%.
o Investimenti cumulati: aumento dell’1,7% del target al 2021 a 714 milioni di euro
o Posizione Finanziaria Netta consolidata: riduzione del 13,6% al 2021 a 813 milioni di euro

o Rapporto medio Posizione Finanziaria Netta consolidata/EBITDA consolidato atteso in miglioramento nel periodo 2017-2021 da 4,7 a 4,4 volte
o Politica dei dividendiconfermata: crescita del dividendo annuale dell’8,5% per azione fino al 2019 (rispetto alla base del 2016), da pagarsi nel 2020
• Ottimi risultati nel 2017: atteso un EBITDA consolidato maggiore di 147 mln di euro (+ 11% rispetto all’obiettivo del piano dello scorso anno) e una capacità installata di 950 MW (+ 11% rispetto all’obiettivo del piano dello scorso anno)
• Guidance 2018: Posizione Finanziaria Netta consolidata attesa (incluso il fair value dei derivati) di 687 milioni di euro, EBITDA consolidato per il 2018 a 148 milioni di euro e Utile Netto consolidato prima delle minorities a 29 milioni di euro.

NUOVA ROADMAP 2021: OBIETTIVI ECONOMICI E FINANZIARI
Il piano aggiornato prevede al 2021 un EBITDA1 consolidato di 208 milioni di euro, in aumento del 3,5%
rispetto al piano presentato lo scorso anno e un CAGR del 12% dal 2018 al 2021. La Società si aspetta che
questa performance possa essere sostenuta dall’aumento della capacità installata, dai nuovi business e dai
miglioramenti interni che si prevede determineranno un aumento dell’efficacia operativa e della produzione,
compensati dal calo previsto dei prezzi dell’elettricità rispetto al piano precedente. Il piano prevede al 2021
un Utile Netto consolidato prima delle minorities di 52 milioni di euro e un Utile Netto consolidato di Gruppo
(al netto delle minorities) atteso superiore a 30 milioni di euro.
Il piano industriale aggiornato prevede investimenti cumulati per 714 milioni di euro, rispetto ai 702 milioni
di euro del piano dello scorso anno. L’aggiornamento del piano prevede il raggiungimento nel 2021 di una
capacità installata di circa 1.375 MW, rispetto ai 1.303 MW previsti dal piano presentato lo scorso anno. Gli
investimenti saranno supportati dai flussi di cassa operativi, da una solida struttura di bilancio e dalla
disponibilità di liquidità. La Società sarà in grado, a seconda dei casi, di accedere a project financing e a linee
di credito a condizioni favorevoli.
Il piano industriale aggiornato prevede che la Posizione Finanziaria Netta consolidata al 2021 diminuirà dai
941 milioni di euro del piano presentato lo scorso anno a 813 milioni di euro del piano aggiornato. La Società prevede che il rapporto medio consolidato PFN/EBITDA passerà dalle 4,7 volte previste dal piano precedente
alle 4,4 volte del piano aggiornato. La Società si aspetta inoltre di mantenere un rapporto consolidato
Debito/Patrimonio Netto di circa 1,5 volte nel 2021.

Al secondo posto si piazza Fidia (+8.6%) e sul gradino più basso del podio Bca Ifis (+5.3%).

IL PEGGIORE

Il titolo peggiore della settimana è BCA CARIGE che ha ceduto il 7.9% sul listino di Piazza Affari; dall’inizio dell’anno ha ceduto il -70.0%. Il prezzo max degli ultimi 24 mesi è 0.107 euro, quello minimo è 0.008 euro. Ieri Banca Carige S.p.A. ha comunicato di aver ricevuto dalla Banca Centrale Europea (“BCE”) la decisione finale riguardante i requisiti patrimoniali da rispettare nel 2018 nell’ambito del processo annuale di revisione e valutazione
prudenziale (“Supervisory Review and Evaluation Process” – “SREP”).
La decisione, che conferma i target quantitativi già indicati nella bozza ricevuta lo scorso 27 settembre, richiede che a decorrere dall’1 gennaio 2018 la Banca mantenga, su base consolidata, un coefficiente minimo di capitale in termini di CET1 Ratio (inclusi gli orientamenti di capitale di secondo pilastro – “Pillar 2 Capital guidance”) pari all’11,175%, inferiore rispetto al target dell’11,25% del 2017 per il combinato effetto, da un lato, dell’incremento di 62,5 bps dovuto alla graduale applicazione del regime transitorio al requisito combinato di riserva di capitale (“Capital Conservation Buffer” – “CCB”) passato all’1,875% rispetto all’1,250% del 2017 per tutto il Sistema bancario e, dall’altro, della riduzione di 70 bps della Pillar 2 Capital guidance, passato all’1,55% rispetto al 2,25% del 2017. Oltre al requisito minimo regolamentare di Pillar 1 (4,50%), rimane invariato anche quello aggiuntivo di Pillar 2, pari al 3,25%.
Nella medesima comunicazione BCE ha richiesto, sempre su base consolidata, il rispetto di un requisito minimo di Total Capital Ratio pari al 13,125% rispetto al 12,5% del 2017; l’incremento è dovuto esclusivamente alla citata dinamica del CCB. Al 30 settembre 2017, i coefficienti patrimoniali phased-in erano pari a: CET1 Ratio 10,4% e Total Capital Ratio 12,3%. Tali coefficienti, calcolati sulla base delle stime gestionali della Banca, proformati per includere gli effetti dell’aumento di capitale, dell’operazione di liability management (“LME”), della cessione dell’immobile in Corso Vittorio Emanuele II a Milano, e della cessione del portafoglio di sofferenze per 1,2 mld (conclusa il 28 dicembre 2017), si attesterebbero a: CET1 Ratio 14,6% e Total Capital Ratio 14,7%, pertanto su livelli superiori ai requisiti SREP assegnati dalla BCE per il 2018. Si precisa che tali indicatori proformati non tengono conto degli impatti della gestione e dei risultati dell’ultimo trimestre dell’anno, e degli effetti delle restanti operazioni previste dal Piano Industriale 2017-2020 (cessioni di Creditis Servizi Finanziari S.p.A., del ramo d’azienda relativo alla piattaforma di gestione dei crediti deteriorati e del business merchant book), i cui closing sono previsti entro il primo semestre 2018.

Al secondo posto troviamo Creval (-7.1%) ed al terzo Exprivia (-4.6%).

(esclusi titoli AIM)

 

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.