Telecom Italia: prosegue lungo la via delle vendite.

Terminata la speculazione sulla separazione della rete (se ne riparlerà il 6 marzo) il titolo Telecom ha ripreso la via delle vendite riportandosi nuovamente al di sotto di quota 0.6800 euro. Il supporto a 0.6610 euro (riferimento di rimbalzi tecnici) è fondamentale, poichè la sua violazione in particolar modo in chiusura, potrebbe spingere ulteriormente i corsi fino in area 0.6430 euro (0.6330 2° target). Ulteriori e pronunciati ribassi potrebbero arrivare con la violazione (in chiusura) di 0.6030 euro per il test a 0.5800 euro. Sul fronte opposto invece, oltre 0.7750 euro (con tenuta di almeno 3 sedute) il titolo potrebbe accumulare ulteriore forza e spingersi verso un’importante resistenza grafica a 0.8200 euro, la cui violazione in chiusura di seduta, migliorerà realmente lo scenario grafico di medio/lungo periodo.

Lo scorso 26 gennaio Credit Suisse ha tagliato il target price del titolo da 1.0 a 0.8500 euro, con rating “Neutral” , in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda. Si attende il Piano Industriale e la diffusione dei dati del 2017 che dovrebbero essere noti il prossimi 6 marzo.

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 26.228 milioni di euro al 30 settembre 2017, in aumento di 1.109 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016 (25.119 milioni di euro): l’incremento è sostanzialmente indotto dai pagamenti di 630 milioni di euro da parte di TIM S.p.A. per il rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze di telefonia mobile e di 257 milioni di euro da parte della Business Unit Brasile al consorzio che provvede alla liberazione (clean up) dello spettro 700 MHz, di cui la Business Unit acquisì il diritto d’uso nel 2014, nonché dal pagamento di dividendi per 219 milioni di euro. La positiva dinamica operativo-finanziaria ha consentito la piena copertura dei fabbisogni derivanti dai versamenti delle imposte sul reddito.

L’indebitamento finanziario netto contabile al 30 settembre 2017 è pari a 26.958 milioni di euro (25.955 milioni di euro al 31 dicembre 2016).

Nel terzo trimestre  2017 l’indebitamento finanziario netto rettificato è aumentato di 1.124 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2017 (25.104 milioni di euro): le risorse derivanti dalla positiva dinamica operativo-finanziaria hanno consentito solo una parziale copertura dei fabbisogni derivanti dai pagamenti relativi alle imposte sul reddito e al rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze di telefonia mobile.

 

 Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

 Rating e target price:

Nome Data Rating Target Price
Credit Suisse 26/01/2018 Neutral da 1.00 a 0.85 euro
Kepler Cheuvreux 25/01/2018 Buy 0.90
Equita sim 09/01/2018 Buy 1.06
Equita sim 29/12/2017 Buy 1.06
Banca Akros 19/12/2017 Accumulate 1.12
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2017

Come previsto nel Piano 2017–2019, TIM proseguirà nel suo percorso di trasformazione della Società. Tale processo è caratterizzato da una forte disciplina finanziaria a sostegno dello sviluppo, puntando sia a creare maggiori spazi per investimenti per nuove reti e piattaforme (Fibra e UltraBroadband mobile, Cloud) eliminando cash costs a minor valenza strategica, sia a massimizzare il ritorno degli investimenti. L’obiettivo è di garantire una strutturale crescita del fatturato e dell’EBITDA ed affermare TIM quale punto di riferimento del mercato in termini di leadership tecnologica, qualità delle reti ed eccellenza nel servizio nel Fisso e nel Mobile.

Gli elementi caratterizzanti di questo approccio sono innovazione, convergenza, contenuti esclusivi e prossimità al cliente.

Nel segmento Fisso Domestico, TIM prevede di ridurre la contrazione del numero di clienti – con azzeramento delle line losses entro il 2018 – grazie all’accelerazione nella diffusione e conseguente adozione della fibra. Fondamentale sarà anche la strategia commerciale volta a mantenere e sviluppare la clientela attraverso, ad esempio, la fornitura di dispositivi per la Smart-Home connessi alla rete domestica  e pagabili direttamente in bolletta.

Nel segmento Mobile Domestico, in un contesto competitivo che sarà sempre più polarizzato e segmentato, TIM – in particolare sul mercato high-end caratterizzato da sempre maggiore consumo di dati – farà leva sulla capillarità della rete 4G (copertura della popolazione prevista nel 2019 superiore al 99%) e sulla diffusione di servizi convergenti e contenuti di qualità. Il second brand “no-frills” Kena (lanciato ad aprile) permetterà di  competere sui segmenti maggiormente price sensitive.

Occorre peraltro segnalare alcuni elementi di discontinuità, quali il cambiamento del contesto di mercato, con l’avvio di procedimenti da parte della Autorità Antitrust sui progetti per lo sviluppo delle reti a banda ultra larga e in fibra ottica, così come la revisione delle strategie di business della componente contenuti. Tali elementi di rischio potrebbero avere un impatto, a titolo esemplificativo, sui piani di sviluppo dell’ultra broadband e sul modello di evoluzione sul mercato multimediale.

La gestione sarà infine caratterizzata da una massima selettività e priorità nelle scelte di investimento e da azioni di recupero di efficienza attraverso programmi strutturali di ottimizzazione dei costi.

La trasformazione e semplificazione organizzativa e processiva – combinate con gli sviluppi commerciali e l’attesa crescita del fatturato – anche alla luce dell’andamento atteso del mercato domestico, degli impatti derivanti dal nuovo modello di tariffe sul roaming così come di alcune dinamiche di business non ripetibili relative alla seconda metà del 2016, che comportano una non perfetta omogeneità di confronto con la seconda parte dell’anno 2017,  consentono al management di confermare in termini organici le guidance già prospettate per l’intero anno 2017 e per l’arco di Piano (crescita organica dell’EBITDA (low single digit) e generazione di cassa necessaria a ridurre il rapporto fra indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA reported, che nel 2018 è atteso al di sotto di 2,7x).

In Brasile, il Piano prevede il proseguimento del rilancio di TIM Brasil, con un nuovo posizionamento della controllata basato sulla qualità della rete e dell’offerta, per permettere alla società di confermare la leadership nel segmento prepagato e competere con successo nel segmento post pagato. È inoltre confermato e rafforzato il piano di contenimento dei costi lanciato nel 2016 che consentirà di conseguire  una solida profittabilità e generazione di cassa. In particolare, sarà dato ulteriore impulso alla realizzazione dell’infrastruttura UBB mobile – a fine Piano la rete 4G raggiungerà il 95% della popolazione con la copertura in circa 3.600 città ­– e allo sviluppo di offerte convergenti, grazie anche ad accordi con i principali produttori di contenuti premium.

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.

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