Buzzi Unicem: i conti del 2017.

COMUNICATO STAMPA

Approvati i risultati dell’esercizio 2017

Margine operativo lordo ricorrente in aumento del 4,7% a 576 milioni (+26 milioni). Il miglioramento ha riguardato tutti i mercati di presenza, fatta eccezione per una parte dell’Europa Centrale

Risultato operativo di 286 milioni (-62 milioni rispetto al 2016), penalizzato da costi non ricorrenti pari a 68 milioni e dalla rapida svalutazione del dollaro a partire dal quarto trimestre

Utile netto di 395 milioni (149 milioni nel 2016), grazie soprattutto ad una riduzione di 166 milioni delle passività fiscali differite, indotto dal taglio dell’aliquota in Stati Uniti d’America

Indebitamento netto pari a 863 milioni (-79 milioni), dopo investimenti per 218 milioni, di cui 29 milioni per progetti di espansione e 113 milioni per l’acquisizione CementiZillo

Dividendo proposto: 12 centesimi per azione ordinaria e 20,4 centesimi per azione di risparmio (10 centesimi nel 2016 per entrambe le categorie

Nell’esercizio appena concluso, il gruppo ha venduto 26,8 milioni di tonnellate di cemento (+4,4% rispetto al 2016) e 12,3 milioni di metri cubi di calcestruzzo preconfezionato (+3,0%). 
Nei vari mercati di presenza, l’esercizio 2017 è stato caratterizzato da condizioni operative differenziate tra loro. In Italia la crescita economica, in accelerazione, ha confermato una tendenza favorevole, grazie all’espansione della domanda nazionale, per lo stimolo derivante dagli investimenti in beni strumentali ed all’interscambio con l’estero. L’attività manifatturiera, in deciso recupero, ha sostenuto lo sviluppo della produzione industriale. Lo scenario delle costruzioni ha confermato i livelli dell’anno precedente, ed è stato caratterizzato da una perdurante dinamica negativa del comparto opere pubbliche e dalla stasi della nuova edilizia abitativa, tendenze che hanno annullato l’apporto positivo del comparto non residenziale. I consumi interni di cemento hanno chiuso con una piccola variazione positiva, che ha finalmente interrotto la continua e strutturale riduzione della domanda avvenuta nel decennio 2007 – 2016.
Nei paesi dell’Europa Centrale, la crescita è proseguita ad un tasso rafforzato e sostenuto, trainata dai consumi e, dal terzo trimestre, dalla ripresa della domanda estera netta. Il quadro congiunturale favorevole è stato caratterizzato da un elevato utilizzo della capacità produttiva ed un mercato del lavoro prossimo alla piena occupazione, in un contesto di spesa pubblica in accelerazione ed investimenti stimolati dalle vantaggiose condizioni di finanziamento e dall’elevato clima di fiducia. Il settore delle costruzioni ha confermato una buona crescita complessiva.
Tra le nazioni dell’Europa Orientale, i ritmi di sviluppo hanno continuato ad essere difformi. In Russia, valicato il ciclo recessivo del precedente biennio, il quadro economico ha consolidato una moderata ripresa. La domanda interna si è rafforzata, sospinta dal recupero della produzione industriale, dai progressi del reddito disponibile e dal rallentamento dell’inflazione. Nel quadro di graduale consolidamento della ripresa economica, nonostante le limitazioni nella offerta di finanziamenti, anche il settore delle costruzioni ha manifestato un progressivo miglioramento ed una certa ripresa degli investimenti. In Polonia il ritmo di crescita economica ha accelerato, consolidando un ciclo congiunturale favorevole tra i più performanti in Europa. La ripresa degli investimenti pubblici, particolarmente nella seconda parte dell’anno, è stata sostenuta dal rilancio dell’utilizzo dei fondi strutturali europei per infrastrutture, mentre quelli privati hanno mantenuto uno sviluppo più graduale, così nel complesso si è confermata una espansione della domanda di cemento. In Repubblica Ceca si è riattivata una più robusta fase di sviluppo, grazie alla crescita della domanda interna ed alla ripresa degli investimenti e delle esportazioni. Il livello degli investimenti in costruzioni e di consumo di cemento si è mantenuto favorevole. In Ucraina, è proseguito il percorso di recupero ed attivazione della crescita economica avviatosi nel 2016, segnalando ampi miglioramenti nel settore industriale, agricolo e del commercio, ma il ritmo della ripresa è rimasto su livelli alquanto modesti, non adeguati alle reali necessità e potenzialità del Paese; gli investimenti in costruzioni hanno mostrato uno sviluppo moderato.
Negli Stati Uniti l’economia, in particolare nei mesi centrali dell’anno, è risultata in solida espansione, assistita dai progressi nei consumi e dai miglioramenti nel mercato del lavoro, oramai ai limiti della piena occupazione. Gli investimenti in costruzioni hanno manifestato un certo rallentamento di ritmo, con variazioni sempre positive nel comparto residenziale e commerciale, abbinate ad una contrazione nelle infrastrutture, che ha comunque condotto ad una moderata crescita dei consumi di cemento nel Paese.

Il fatturato consolidato è aumentato di 5,1%, da 2.669,3 a 2.806,2 milioni; le variazioni di perimetro hanno avuto un effetto positivo di 42,4 milioni, mentre l’effetto cambio ha inciso sfavorevolmente per 3,1 milioni; a parità di condizioni il fatturato sarebbe aumentato del 3,7%.

Il margine operativo lordo si è attestato a 508,2 milioni, -7,7% rispetto a 550,6 milioni dell’anno precedente. L’effetto cambio è stato negativo per 2,0 milioni. Il dato dell’esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per 68,2 milioni, di cui 59,8 milioni per sanzione antitrust irrogata al settore cemento Italia, 3,2 milioni per accantonamenti al fondo controversie legali, 2,4 milioni per accantonamenti al fondo controversie fiscali, 2,0 milioni relativi a costi di smantellamento e 0,8 milioni per oneri di ristrutturazione. Nel 2016 si erano sostenuti costi non ricorrenti netti per 0,1 milioni. Escludendo le componenti non ricorrenti, il margine operativo lordo è passato da 550,7 a 576,4 milioni (+4,7%), con un’incidenza sul fatturato del 20,5% (20,6% nel 2016). Ancora determinante, nonostante l’effetto cambio sfavorevole, è stato il contributo degli Stati Uniti d’America, insieme al miglioramento ottenuto in Europa Orientale, dove, per contro, le principali valute locali si sono rafforzate. In Europa Centrale si è verificato un marginale arretramento, mentre in Italia, sebbene il risultato sia purtroppo rimasto in territorio negativo, il dato ricorrente è migliorato rispetto al precedente esercizio, grazie anche all’apporto del gruppo Cementizillo. 

Gli ammortamenti e le svalutazioni sono ammontati a 222,1 milioni, contro i 202,6 milioni dell’esercizio precedente. Il dato dell’esercizio in esame comprende perdite di valore sulle attività fisse pari a 9,6 milioni (erano 5,5 milioni nell’esercizio precedente) dovute principalmente a svalutazioni di avviamento e di immobilizzazioni tecniche nel settore calcestruzzo in Italia e nei Paesi Bassi. Il risultato operativo si è attestato a 286,0 milioni rispetto a 348,0  milioni nel 2016. Gli oneri finanziari netti sono passati da 147,2 a 35,0 milioni, sia per il miglioramento della posizione finanziaria netta e delle condizioni di finanziamento, sia per l’andamento delle voci senza manifestazione monetaria, ovvero la valutazione degli strumenti finanziari derivati, passati da 63,7 milioni di oneri dell’esercizio precedente a 12,4 milioni di proventi nel 2017. Le plusvalenze da realizzo partecipazioni hanno offerto un contributo di 1,5 milioni, mentre i risultati delle partecipazioni valutate a patrimonio netto, tra le quali spicca la nostra collegata operante in Messico, hanno migliorato l’apporto sull’esercizio precedente (96,2 milioni rispetto a 79,9 milioni nel 2016). Per effetto di quanto esposto, l’utile ante imposte si è attestato a 348,7 milioni contro 280,9 milioni del 2016. Le imposte sul reddito dell’esercizio hanno rappresentato una componente positiva di reddito, a causa di un provento non ricorrente e senza manifestazione monetaria di 165,9 milioni di euro, che deriva dalla riduzione delle passività fiscali differite, per il taglio all’aliquota fiscale stabilito dal “Tax Cuts and Jobs Act” in Stati Uniti d’America. Pertanto, dopo ricavi per imposte sul reddito per 45,9 milioni (erano costi per 132,2 milioni nel 2016) il conto economico dell’esercizio 2017 si è chiuso con un utile di 394,6 milioni (148,7 milioni nel 2016). Il risultato attribuibile agli azionisti della società è passato da 145,9 milioni nel 2016 a 391,6 milioni nell’esercizio in esame.

L’indebitamento finanziario netto del gruppo al 31 dicembre 2017 si è attestato a 862,5 milioni, in riduzione di 79,1 milioni rispetto a 941,6 milioni di fine 2016. Nell’esercizio appena trascorso, il gruppo ha distribuito dividendi per 20,6 milioni ed ha pagato investimenti industriali per complessivi 217,6 milioni, di cui 28,7 milioni destinati a progetti di incremento della capacità produttiva o speciali, principalmente riferiti alla cosiddetta fase 2 della nuova linea produttiva di Maryneal (Texas), ed al rifacimento dell’impianto di filtrazione a Cape Girardeau (Missouri). L’impatto sulla posizione finanziaria netta dovuto all’acquisizione di Cementizillo è stato di 113,2 milioni. Da segnalare, infine, che tra le componenti passive dell’indebitamento netto è compreso il valore dell’opzione “cash settlement” abbinata al prestito obbligazionario convertibile in essere, per un importo pari a 92,9 milioni (105,4 milioni a fine 2016).

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2017, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 2.852,1 milioni contro 2.806,9 milioni di fine 2016; pertanto il rapporto indebitamento netto/patrimonio netto è diminuito a 0,30 contro 0,34 del precedente esercizio.

La società capogruppo Buzzi Unicem SpA ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 50,8 milioni di euro (perdita netta di 46,4 milioni nel 2016) ed un flusso di cassa di 77,7 milioni.

Italia 
Le nostre vendite di leganti idraulici e clinker sono risultate in aumento del 19,5%, principalmente grazie al primo consolidamento integrale di Cementizillo nella seconda parte dell’anno, alla crescita dei volumi destinati all’esportazione oltre oceano ed alle vendite di clinker. I prezzi di vendita medi, nel confronto anno su anno, sono leggermente diminuiti. Anche il settore del calcestruzzo preconfezionato ha tratto vantaggio dalla variazione di perimetro conseguente all’acquisizione Cementizillo, che si è aggiunta a quella avvenuta nell’area di Milano metro nel 2016, ottenendo un buon incremento delle produzioni (+11,3%), peraltro realizzato con prezzi di vendita piuttosto deboli. Tale andamento di volumi e prezzi ha generato un fatturato pari a 427,8 milioni, in aumento di 14,0% (375,2 milioni nel 2016); a parità di perimetro il fatturato sarebbe aumentato di 2,7%. A causa dell’andamento sfavorevole dei combustibili, sebbene bilanciato da una piccola contrazione dei costi dell’energia elettrica e da costi fissi sotto controllo, i costi unitari di produzione hanno registrato una crescita. Il margine operativo lordo, rimasto in territorio negativo, è passato da -22,2 a -79,7 milioni. Occorre tuttavia ricordare che il dato dell’esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per complessivi 63,0 milioni, costituiti dalla sanzione antitrust per 59,8 milioni, da accantonamenti al fondo controversie fiscali per 2,4 milioni e da costi di ristrutturazione per 0,8 milioni (erano 1,2 milioni i costi non ricorrenti nel 2016). Il margine operativo lordo ricorrente ha chiuso con un saldo negativo di 16,7 milioni, quindi +4,4 milioni rispetto a -21,1 milioni nel 2016. Si rammenta che nell’esercizio sono stati realizzati altri ricavi operativi per 6,0 milioni derivanti da vendite all’interno del gruppo di quote emissione CO2 (erano 2,9 milioni nel 2016).

Europa Centrale 
In Germania le nostre consegne di leganti idraulici hanno mantenuto uno sviluppo alquanto costante ed adeguato (+4,5%), favorito anche da una vivace domanda per i cosiddetti cementi “oil-well”. I prezzi di vendita sono rimasti praticamente stabili, chiudendo l’anno in marginale miglioramento. La leggera flessione che aveva contraddistinto i volumi di produzione del settore calcestruzzo preconfezionato nei primi nove mesi, si è intensificata negli ultimi mesi dell’anno, comportando un calo per l’intero periodo (-5,0%), ma con prezzi in recupero. Il fatturato complessivo è così passato da 572,4 a 588,0 milioni (+2,7%) ed il margine operativo lordo è aumentato da 76,8 a 78,1 milioni (+1,7%). Occorre tuttavia ricordare che il dato dell’esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per 1,9 milioni per accantonamenti al fondo rischi legali. Al netto degli effetti non ricorrenti, il margine operativo lordo ha mostrato un miglioramento di 3,1 milioni. I costi unitari di produzione, nonostante qualche risparmio ottenuto nei fattori energetici, hanno presentato una crescita a doppia cifra percentuale. Si rammenta che nel 2017 sono stati sostenuti altri costi operativi pari a 4,2 milioni per l’acquisto di diritti emissione CO2 dalla capogruppo (1,3 milioni nel 2016).

In Lussemburgo e Paesi Bassi le nostre vendite di cemento e clinker, al lordo dei trasferimenti all’interno del gruppo, grazie al rafforzamento registrato nel secondo semestre sia sul mercato domestico sia all’export, hanno chiuso l’anno in rialzo (+4,5%), con ricavi medi unitari in lieve miglioramento. Il settore calcestruzzo preconfezionato è stato caratterizzato da volumi decisamente brillanti (+15,8%), e prezzi in lieve flessione. Il fatturato è stato pari a 186,8 milioni, in aumento del 6,4% rispetto all’esercizio precedente (175,6 milioni). Il margine operativo lordo si è attestato a 17,6 milioni (25,8 milioni nel 2016). I costi unitari di produzione hanno presentato complessivamente una crescita, con andamento sfavorevole dei combustibili nonché dei costi fissi e generali di fabbrica, solo parzialmente bilanciato da qualche risparmio nell’energia elettrica. Occorre tuttavia ricordare che il dato dell’esercizio in esame comprende oneri non ricorrenti netti per 1,3 milioni, per accantonamenti al fondo rischi legali, mentre il risultato 2016 comprendeva proventi netti non ricorrenti per 3,0 milioni. Al netto degli effetti non ricorrenti il margine operativo lordo ha mostrato un peggioramento di 4,0 milioni. Si rammenta che nell’esercizio sono stati sostenuti altri costi operativi pari a 0,2 milioni per l’acquisto di diritti emissione CO2 dalla capogruppo (0,1 milioni nel 2016).

Europa Orientale 
In Polonia, le quantità vendute dal nostro stabilimento produttivo hanno segnato una lieve variazione positiva (+0,7%), accompagnata da un recupero dei prezzi medi in valuta locale. La produzione di calcestruzzo preconfezionato ha invece mostrato una flessione (-7,9%), in uno scenario di prezzi stabili. Il fatturato, favorito dalla rivalutazione dello zloty, è passato da 95,0 a 97,0 milioni (+2,1%); a parità di cambio la variazione di fatturato sarebbe stata leggermente sfavorevole (-0,4%). Il margine operativo lordo è migliorato da 23,4 a 24,1 milioni (+3,0%), con una redditività caratteristica in lieve rafforzamento (24,9%); a parità di cambio il margine operativo lordo sarebbe aumentato di 0,5%. Nell’ambito dei costi unitari di produzione in valuta locale, che sono cresciuti più dell’inflazione, si segnala la sostanziale stabilità dei fattori energetici e l’incremento dei costi fissi. Si rammenta che nell’esercizio sono stati sostenuti altri costi operativi pari ad 1,0 milione per l’acquisto di diritti emissione CO2 dalla capogruppo (1,1 milioni nel 2016).

In Repubblica Ceca le nostre vendite di cemento hanno consuntivato un robusto trend di crescita (+8,2%), con prezzi medi espressi in valuta locale, in marginale flessione. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, che comprende anche la Slovacchia, ha realizzato livelli di produzione in analoga crescita (+10,5%), abbinati ad un aumento del prezzo medio. I ricavi netti consolidati si sono quindi attestati a 147,9 milioni (136,2 milioni nel 2016, +8,6%), ed il margine operativo lordo è passato da 34,3 a 36,5 milioni (+6,4%). Il rafforzamento della corona ceca ha inciso favorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; al netto dell’effetto cambio, la variazione del fatturato e del margine operativo sarebbe stata rispettivamente +6,4% e +3,7%. I costi unitari di produzione, espressi in valuta locale, sono cresciuti in linea con l’inflazione: la diminuzione dell’energia elettrica ha solo parzialmente bilanciato l’andamento sfavorevole dei combustibili, mentre i principali costi fissi sono rimasti sotto controllo. Si rammenta che nell’esercizio sono stati sostenuti altri costi operativi pari a 0,4 milioni per l’acquisto di quote emissione CO2 dalla capogruppo (0,1 milioni di ricavi nel 2016).

In Ucraina, le quantità di cemento vendute dai nostri impianti industriali, hanno terminato l’esercizio con una piccola riduzione rispetto ai livelli raggiunti nel periodo precedente (-1,5%), in una situazione di prezzi in valuta locale che, sospinti dall’inflazione, sono risultati in notevole rialzo. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato hanno avuto un ulteriore, forte sviluppo (+60,8%), con prezzi medi in valuta locale in aumento quasi verticale. I ricavi netti di vendita hanno chiuso a 94,5  milioni, rispetto a 79,8 milioni raggiunti nel 2016 (+18,5%). Il margine operativo lordo si è attestato a 16,0 milioni contro 12,8 milioni del 2016, con una redditività caratteristica in miglioramento (16,9%). La traduzione dei risultati in euro è stata sfavorita dal persistente deprezzamento della valuta locale: a parità di cambi il fatturato sarebbe aumentato di 25,7% ed il margine operativo del 32,6%. I costi unitari di produzione espressi in valuta locale sono cresciuti ad un ritmo ben più marcato rispetto al già elevato tasso di inflazione, in modo particolare i fattori energetici.

In Russia, i nostri volumi di vendita, in miglioramento nella seconda parte dell’anno, hanno chiuso l’intero periodo con una variazione favorevole sull’anno precedente di 1,7%, anche grazie al positivo andamento dei cementi speciali “oil-well”, con prezzi medi in valuta locale in crescita appena percettibile. I ricavi netti si sono attestati a 184,3 milioni, rispetto a 154,4 milioni del precedente esercizio (+19,4%). Il rafforzamento del rublo ha inciso favorevolmente sul fatturato per 20,4 milioni; a cambi costanti, i ricavi sarebbero aumentati di 6,2%. Il margine operativo lordo è passato da 43,2 a 46,0 milioni (+6,4%); espresso in valuta locale avrebbe invece realizzato una riduzione di 5,4%. La redditività caratteristica, sebbene in diminuzione, si è mantenuta su livelli superiori alla media del gruppo (24,9%). I costi unitari di produzione, espressi in valuta locale, sono saliti grosso modo come l’inflazione, con un lieve incremento dei combustibili e variazione sfavorevole dell’energia elettrica.

Stati Uniti d’America 
Le vendite di leganti idraulici del gruppo, che nel corso del terzo trimestre avevano più che recuperato il lieve svantaggio accumulato nei primi sei mesi, nell’ultimo bimestre sono state assai condizionate dall’ondata di freddo intenso che ha investito il Paese. L’andamento delle consegne è stato abbastanza disomogeneo nelle diverse regioni di presenza: consistente recupero dei cementi “oil-well”, rispetto ad una base di confronto agevole, graduale sviluppo nelle regioni del Midwest, fermo delle spedizioni per alcune settimane a Houston e dintorni, a causa del devastante passaggio dell’uragano Harvey e, verso fine esercizio, un inverno anticipato con nevicate e temperature particolarmente rigide anche alle basse latitudini. L’intero esercizio ha chiuso con volumi praticamente identici all’anno precedente e prezzi medi di vendita in valuta locale che hanno confermato una favorevole variazione di qualche punto percentuale. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in Texas, è stata penalizzata sia dal passaggio dell’uragano sia dalla elevata piovosità dell’anno, ed ha chiuso in diminuzione (-3,5%) rispetto all’esercizio precedente, con prezzi in calo. Il fatturato complessivo è passato da 1.117,8 a 1.119,7 milioni di euro (+0,2%), ed il margine operativo lordo da 356,5 a 369,6 milioni di euro (+3,7%). Il dato dell’esercizio comprende peraltro costi non ricorrenti pari a 2,0 milioni per smontaggio e smantellamento impianti (erano 1,9 milioni i costi non ricorrenti nel 2016). L’andamento del dollaro, in particolare nella seconda parte dell’anno, ha avuto un impatto sfavorevole sulla traduzione dei risultati in euro. Al netto dell’effetto cambio e delle voci non ricorrenti, la variazione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata rispettivamente +2,2% e +5,8%. La redditività caratteristica si è rafforzata, passando dal 32,1% al 33,2%. I costi unitari di produzione, espressi in valuta locale, sono cresciuti più dell’inflazione, riflettendo un andamento sfavorevole dell’energia elettrica e, ancora più marcato, dei combustibili.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
Le vendite di cemento della collegata Corporación Moctezuma, grazie alla graduale e sostenibile introduzione della nuova capacità produttiva installata presso la cementeria di Apazapan (Veracruz), hanno realizzato una crescita soddisfacente, con prezzo medio in valuta locale in netto miglioramento. La produzione di calcestruzzo preconfezionato ha sviluppato un profilo più debole, ma con prezzi, sempre in valuta locale, che hanno seguito l’aumento della materia prima cemento. Fatturato e margine operativo lordo, espressi in valuta locale, hanno registrato rispettivamente un incremento del 16,3% e del 15,8%. La perdita di valore del peso messicano ha penalizzato la traduzione dei risultati in euro: con riferimento al 100% della collegata, il fatturato si è attestato a 686,1 milioni (+12,7%), ed il margine operativo lordo è migliorato da 293,4 a 329,3 milioni (+12,2%). I costi unitari di produzione, penalizzati soprattutto dal rinnovato trend rialzista dei fattori energetici, sono cresciuti più del tasso d’inflazione. La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto ammonta a 74,1 milioni (65,6 milioni nel 2016).

Evoluzione prevedibile della gestione 
In Italia, a seguito delle importanti operazioni di consolidamento avvenute nel 2017, la fisionomia del settore si presenta meno frammentata e, in prospettiva, destinata ad un migliore equilibrio tra domanda ed offerta. Le aspettative sui consumi di cemento nel 2018 sono improntate ad una crescita moderata. In tale, più promettente, contesto, grazie al contributo derivante dai risultati di Cementizillo, al ridimensionamento del settore calcestruzzo preconfezionato in alcune regioni ed al probabile effetto prezzo favorevole, riteniamo che il flusso di cassa operativo possa finalmente tornare ad essere positivo.
In Europa Centrale, le buone condizioni della domanda che hanno caratterizzato il 2017 dovrebbero proseguire e, in un quadro di generale aumento dei costi, prevediamo che i prezzi si possano rafforzare. In sintesi i risultati operativi dovrebbero presentare un lieve miglioramento.
In Polonia ci attendiamo uno sviluppo della domanda in continuità, che suggerisce un possibile miglioramento dei prezzi ed un conseguente progresso dei risultati.
Anche in Repubblica Ceca stimiamo una prosecuzione delle favorevoli tendenze di mercato ed un avanzamento dei risultati operativi.
In Ucraina, pur rimarcando le ampie incertezze sulle prospettive di attuazione delle riforme e sugli sviluppi nelle aree di confine, ci attendiamo qualche miglioramento dei volumi ed un incremento di prezzo ancora robusto, per tentare di bilanciare un andamento dei costi di produzione molto sfavorevole. Supponendo la valuta locale abbastanza stabile nei confronti dell’euro, i risultati caratteristici dovrebbero essere analoghi all’anno precedente.
In Russia la domanda di cemento dovrebbe presentare qualche irrobustimento e, ipotizzando che il rublo si stabilizzi sui valori registrati in avvio d’anno, riteniamo che i risultati operativi, espressi in euro, saranno in miglioramento sull’anno precedente.
La solidità del ciclo economico negli Stati Uniti d’America suggerisce aspettative di un aumento degli investimenti in costruzioni e della domanda di cemento. Nonostante alcune probabili, maggiori difficoltà di evoluzione del mercato in determinate zone, prefiguriamo, nel complesso, un rafforzamento del livello dei prezzi, peraltro associato ad una situazione di chiara inflazione che riguarda tutte le principali voci di costo. Il margine operativo lordo in valuta locale dovrebbe confermare il livello del 2017, ma la traduzione dello stesso in euro, agli attuali tassi di cambio, comporterebbe un arretramento rispetto all’esercizio precedente. 
Le considerazioni sopra esposte delineano per l’anno in corso un probabile rientro in territorio positivo del margine operativo lordo in Italia, risultati in miglioramento in Europa Centrale ed Orientale, mentre in Stati Uniti d’America, a causa della debolezza del dollaro, ci attendiamo una diminuzione abbastanza significativa. In conclusione, stimiamo che a livello consolidato il margine operativo lordo ricorrente dell’intero 2018 possa esprimere una variazione favorevole di qualche punto percentuale rispetto all’esercizio precedente, fatte salve le incertezze legate all’andamento dei tassi di cambio.

Dichiarazione consolidata non finanziaria 
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, compresa nel Bilancio di Sostenibilità 2017, in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 254/2016.
La Dichiarazione consolidata non finanziaria costituisce un resoconto distinto e separato rispetto alla relazione sulla gestione; essa verrà messa a disposizione del pubblico contestualmente alla pubblicazione del progetto di bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato 2017.

Proposta di destinazione del risultato d’esercizio
All’Assemblea degli Azionisti fissata in prima convocazione per il giorno 10 Maggio 2018 sarà proposto un dividendo di 0,12 euro per ogni azione ordinaria e di 0,204 euro (comprensivo di euro 0,06 quale totale assegnazione del dividendo preferenziale relativo agli esercizi 2015 e 2016) per ogni azione di risparmio. Il pagamento del dividendo, se approvato dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal 23 maggio 2018 (con data stacco 21 maggio 2018 e “record date” 22 maggio 2018).

Altre delibere assembleari 
L’Assemblea è stata altresì convocata per assumere le necessarie deliberazioni in relazione alla scadenza del mandato, ai sensi dell’art. 2386 del codice civile, del consigliere Luca Dal Fabbro, nominato per cooptazione lo scorso 8 febbraio 2018, nonché in merito alla relazione sulla remunerazione predisposta ai sensi dell’art. 123 ter del D.Lgs. n. 58/1998.

Azioni proprie 
Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, ha deciso di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea ordinaria degli Azionisti la proposta di autorizzazione (con correlativa revoca per la parte non utilizzata dell’analoga autorizzazione adottata il 12 maggio 2017) all’acquisto di massime n. 7.000.000 di azioni ordinarie e/o di risparmio. L’autorizzazione è richiesta, altresì, per la disposizione delle azioni proprie detenute dalla società.
La proposta di autorizzazione all’acquisto nonché alla disposizione di azioni proprie è motivata dalla finalità di consentire alla società di intervenire nell’eventualità di oscillazioni delle quotazioni delle azioni della società al di fuori delle normali fluttuazioni del mercato azionario, nei limiti in cui ciò sia conforme alla normativa vigente o a prassi di mercato ammesse, nonché di dotare la società di uno strumento di investimento della liquidità. Ulteriore motivazione all’acquisto di azioni proprie può essere quella di disporne come corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, di permuta, di conferimento o di conversione di prestiti obbligazionari già emessi o di futura eventuale emissione, o per l’eventuale distribuzione, a titolo oneroso o gratuito, a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della società o di società del gruppo nonché per eventuali assegnazioni gratuite ai soci.
L’autorizzazione è richiesta per la durata di diciotto mesi a far data dall’approvazione dell’assemblea.
Il corrispettivo proposto per l’acquisto è compreso tra un minimo per azione di euro 0,60, pari al valore nominale, ed un massimo per azione di euro 18 relativamente alle azioni di risparmio e di euro 30 relativamente alle azioni ordinarie, ovvero al prezzo più elevato consentito dalle prassi di mercato approvate da Consob, qualora tali prassi venissero adottate dalla società.
Il controvalore massimo utilizzabile previsto per l’acquisto è pari a 210 milioni di euro.
Gli acquisti di azioni proprie potranno essere effettuati sul mercato, secondo le modalità operative stabilite nel regolamento di Borsa Italiana. La società potrà anche avvalersi delle modalità previste dalle prassi di mercato approvate da Consob, nonché di quelle di cui all’art. 5 del Regolamento UE n. 596/2014.
Le operazioni di disposizione delle azioni proprie potranno avvenire in qualsiasi momento, in tutto o in parte, in una o più volte, sia mediante alienazione con corrispettivo in denaro sia quale corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, di permuta, di conferimento o di conversione di prestiti obbligazionari già emessi o di futura eventuale emissione, nonché per l’eventuale distribuzione a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della società o di società controllate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile ovvero per eventuali assegnazioni ai soci, anche sotto forma di dividendo.
A valere sulla precedente autorizzazione rilasciata dall’assemblea ordinaria del 12 maggio 2017, sono state trasferite a terzi n. 450.000 azioni proprie ordinarie quale parziale corrispettivo nell’ambito dell’aggregazione aziendale “Cementizillo”.
Alla data odierna la società detiene n. 50.000 azioni proprie ordinarie e n. 29.290 azioni proprie di risparmio, pari allo 0,04% dell’intero capitale sociale.

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.