Situazioni imbarazzanti.

Salini Impregilo.

Momento difficile per il titolo Salini Impregilo che continua a trovare grosse difficoltà nel mettere a segno qualche performance positiva. Un ribasso senza fine intrapreso lo scorso 12 gennaio quando l’azione era a quota 3.46 euro, al momento viaggia in area 2.27 euro con il rischio di avvicinarsi ulteriormente al decisivo supporto grafico in area 2.21 euro la cui rottura in chiusura di seduta potrebbe trascinare i corsi fino in area 2.05 euro, sostegno decisivo di medio/lungo periodo che avrà il gravoso compito di impedire alle quotazioni di raggiungere quota 1.845 euro.

 Il 22 marzo scorso l’agenzia S&P ha messo sotto osservazione il rating sul debito a lungo termine di Salini Impregilo non escludendo un peggioramento nei prossimi trimestri. Rating confermato a “BB+”, che colloca l’azienda tra gli emittenti speculativi. Banca Imi ha tagliato da 4 euro a 2,5 euro il target price su Salini Impregilo, in seguito alla riduzione delle stime sui ricavi per il triennio 2017/2019 ed ha peggiorato il rating portandolo da Buy a “Hold”.

Cosa impedisce al titolo Salini Impregilo di risalire la china?

In primis, come già accennato in precedenza, la riduzione delle stime sui ricavi per il triennio 2017/2019, l’indebitamento societario, l’andamento del dollaro e l’esposizione degli asset in Venezuela.

Non resta che puntare sul Continente a stelle e strisce?

 Il mercato di riferimento,almeno per il momento, resta debole ed i riflettori sono puntati sulla controllata The Lane Construction Corporation. Il mese scorso la società si è aggiudicata un contratto del valore di 181 mln di dollari per l’ampliamento della Interstate 85 ma ciò non ha impedito al titolo di proseguire lungo la via delle vendite. Ci vorrà del tempo per rivedere Salini tra i migliori titoli del listino milanese. Il mercato americano entro il 2025 avrà bisogno di infrastrutture per circa 4.6 trilioni di dollari e nel 2018 probabilmente per circa 1.5 trilioni di dollari; sarà la svolta per Salini Impregilo?

 

PanariaGroup.

 Situazione imbarazzante per il titolo PanariaGroup (gruppo multinazionale italiano, leader mondiale nella produzione e distribuzione di superfici in ceramica per pavimenti e rivestimenti)che in soli 3 mesi ha ceduto oltre il 40% sul listino di Milano. Al momento l’azione è a quota 3.63 euro e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente in caso di stabilizzazione dei prezzi al di sotto di 3.59 euro (in chiusura), preludio ad un affondo in direzione di 3.38 euro (2° target 3.22 euro). 

Il mese scorso Banca Imi ha tagliato il target price del titolo da 7.9 a 6.9 euro con rating confermato “Buy” i seguito alla riduzione delle stime per il triennio 2018/2020 poiché prevede per l’esercizio in corso ricavi per 421.1 mln (439.4 mln stima precedente) ed un utile netto di 15.7 mln (20.0 mln stima precedente).

 Perché questa forte discesa del titolo?

 I risultati inferiori alle attese (in particolar modo sul fronte della redditività) penalizzati dalla chiusure dei negozi in Florida a causa degli uragani (contrazione del mercato Usa del 5.5%) e l’indebolimento del dollaro hanno fatto scattare le vendite sul titolo della società attiva nella produzione di piastrelle. L’incidenza del mercato americano sul totale dei ricavi è pari al 35%.

Nei prossimi anni, nonostante la competitività, negli Usa il settore di riferimento dovrebbe migliorare ulteriormente.

 Gli investimenti e gli sforzi fatti negli ultimi anni nel rafforzamento della struttura   organizzativa, industriale e commerciale, permetteranno al gruppo di rafforzare la propria  posizione  tra  i  leader  mondiali.

Per il 2018 PanariaGroup si aspetta un  andamento complessivamente   favorevole,    con una partenza moderata e un   miglior andamento nella seconda parte dell’esercizio in corso ma con occhi sempre puntati sull’andamento del dollaro. Inoltre il Gruppo continuerà  ad  investire  su  nuove  tecnologie per diffondere il made in Italy anche in nuovi mercati.

Quali sono i prossimi obiettivi del Gruppo?

L’obiettivo è quello di raggiungere i 500 milioni di euro di fatturato e 75 milioni di euro di margine operativo lordo con crescita organica (senza acquisizioni) entro il 2021. Rafforzare le vendite geografiche mondiali bilanciate aumentando la quota di mercato in forte mercati strategici (Estremo Oriente, Medio Oriente, Nord America); aumentare la quota di mercato in Europa; crescita nel segmento Home Center, crescita nel mercato delle lastre e crescita nel canale «Progetti» e Key Accounts.

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.