Banco di Desio e della Brianza: analisi tecnica.

La forte discesa che ha colpito i titoli del settore bancario non ha risparmiato Banco di Desio e della Brianza Spa. Accenno di reazione da parte dei corsi nella sessione odierna dopo il minimo (ultimi 15 mesi) toccato a quota 1.95 euro. Il cammino del titolo bancario per dare vita a un’inversione di tendenza è ancora lungo ed insidioso (anche oggi l’indice principale di Piazza Affari potrebbe riprendere la via delle vendite) ma se le quotazioni dovessero oltrepassare quota 2.25 euro (in chiusura), si farebbero concrete le possibilità di allungo fino a 2.38 euro. Più lontane invece le resistenze strategiche in ottica di medio/lungo periodo, posizionate a ridosso di quota 2.70 euro. Sul fronte supporti invece tenere sotto controllo quello a quota 1.93 euro, la cui violazione andrebbe a rinvigorire le recenti pressioni ribassiste proiettando obiettivi a 1.87 ed in area 1.80 euro in prima battuta.

Lo scorso 6 aprile, in relazione all’articolo di stampa online pubblicato da Affaritaliani nella serata del 5 aprile, Banco Desio ha ribadito quanto già espresso nel comunicato stampa diffuso in data 8 marzo 2018 e ripreso nel corso dell’Assemblea del 27 marzo u.s. ove, a seguito di una domanda in tal senso effettuata da un socio, è stato espressamente dichiarato che non vi è alcun dossier aperto con Credem per eventuali operazioni di M & A. Inoltre, conferma che il Piano Industriale del Gruppo Banco Desio 2018-2020 è focalizzato sulla crescita per linee interne. 

Indicatori tecnici (sett.):

RSI(14) Vendere
STOCH (9,6) Comprare
STOCHRSI (14) Ipervenduto
MACD(12,26) Comprare
ATR(14) Più volatilità
CCI(14) Vendere
ADX(14) Vendere
ROC Vendere
UO Vendere

Williams R: ipervenduto.

 Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

Bande di Bollinger (vedi grafico): i trader colgono dei segnali di acquisto quando il prezzo tocca la banda inferiore, o si allunga per breve periodo al di fuori di essa, colgono invece dei segnali di vendita quando il prezzo tocca la banda di Bollinger superiore, o si allunga per breve tempo al di fuori di essa (questo ind. Funziona meglio durante una fase di contrazione del range).

Punti di Pivot (gg):

S3 S2 S1 Punti di Pivot R1 R2 R3
Classico 1,930 1,950 1,980          2,000 2,030 2,050 2,080
Fibonacci 1,950 1,969 1,981          2,000 2,019 2,031 2,050
Bull/Bear Power(13) -0,2570 Vendere

Beta: 1.13

Ratio Prezzo/Utile: 5.88

Eps: 0.34

Range 52 settimane: 1.95 – 2.62 euro.

 

PERFORMANCE %
Ytd -12.2
1 Mese -15
6 Mesi -16
1 Anno -21
3 Anni -37
5 Anni +3.4

Outlook
Scenario macroeconomico

La ripresa dell’economia italiana in chiusura dell’anno passato, a differenza di quanto osservato nei principali Paesi dell’Area Euro, è proseguita ad un passo leggermente più moderato: il PIL è cresciuto dello 0,7% su base trimestrale (ex +0,8% a settembre) e dell’1,0% su base annua. Le recenti stime per il 2017 prevedono una crescita del PIL inferiore al 2016 (+0,9%) a causa della debolezza dei consumi nazionali (+0,4%, ex 1,2% a fine 2016) e degli investimenti (+2,5%, ex +3,1% a fine 2016), nonostante il contributo atteso positivo delle esportazioni (+3,7%, ex +3,1% a fine 2016).
Con riferimento al mercato bancario, nel primo trimestre del 2017 la dinamica annua della raccolta da clientela residente è risultata positiva (+0,5%, ex -0,5% a dicembre). Al suo interno, le principali componenti hanno mantenuto i trend osservati nelle precedenti rilevazioni: i depositi sono cresciuti (+4,1%, ex +4,9% a dicembre), le obbligazioni sono calate (-12,3% ex -17,9% a dicembre). La crescita dei volumi è stata accompagnata da un debole calo del costo della remunerazione complessiva della raccolta (+0,99%, ex +0,98% a dicembre). Sul fronte degli impieghi, gli ultimi dati disponibili confermano la ripresa del credito al settore privato (+0,9%, ex +0,4% a fine 2016): il comparto è trainato dai prestiti alle famiglie (+2,2%, ex +1,9% a dicembre), stante la sostanziale stazionarietà delle erogazioni alle imprese (+0,1%, nulla a dicembre). La dinamica del credito al settore produttivo continua ad essere influenzata dall’andamento degli investimenti e del ciclo economico che, seppure in ripresa, rimane di intensità contenuta. A marzo i tassi sulle nuove erogazioni a famiglie ed imprese hanno raggiunto il nuovo minimo storico (2,82%). Al loro interno, il tasso sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è risultato pari al 2,13%, mentre i finanziamenti alle imprese si sono attestati all’1,56%.

Le prospettive per l’esercizio in corso
Sulla base dei risultati consuntivati al 31 marzo 2017 si ritiene ragionevole ipotizzare il raggiungimento di risultati positivi per l’esercizio in corso, sostanzialmente in linea con quelli del precedente esercizio. 

 

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.