Bca Ifis: martoriata dalle vendite.

Schiacciata sotto il peso delle vendite Bca ifis che cede oltre nove punti percentuali. Il titolo bancario sta notevolmente ampliando le perdite scendendo al di sotto di quota 22.0 euro avvicinandosi così al supporto decisivo di 21.45 euro la cui violazione (in chiusura) potrebbe cambiare radicalmente in peggio il quadro grafico di medio/lungo periodo. Probabile in tal caso un primo affondo fino a 20.14 euro (19.55 euro 2° target). Al fine di scongiurare detti sviluppi negativi il titolo dovrebbe riuscire a tornare stabilmente al di sopra di quota 26.70 euro, condizione necessaria per preparare il terreno ad un recupero in direzione di 28.90 euro in prima battuta. 

Bca Ifis ritiene che nei primi mesi dell’anno abbia lavorato con grande dinamismo in ogni segmento, facendo crescere i singoli business, dando il nostro supporto ad aziende che oggi sono in grado di lavorare con maggiore serenità e business model sostenibili. Bca Ifis ha sviluppato nuove alleanze per accelerare la crescita nel leasing, affiancandosi a partner di elevato standing. Sempre nel settore leasing, la spinta all’innovazione ha portato a sostituire la piattaforma tecnologica e migliorare e snellire tutti i processi operativi.

É stato acquisito il controllo di una nuova società, Credifarma, che verrà consolidata nel secondo semestre, per rafforzare la presenza nel credito alle farmacie. Nel primo semestre è stato poi annunciato l’acquisto di FBS, attiva nel supporto gestionale del credito deteriorato, e a febbraio è stata completata l’acquisizione dell’intero capitale di Cap.Ital.Fin, che ha permesso
l’entrata nel business della cessione del quinto a supporto del settore Npl. A luglio, infine, Bca Ifis ha lanciato una nuova iniziativa nel settore delle assicurazioni: tutte queste attività svilupperanno benefici, anche in termini economici, a partire della seconda parte dell’anno.

Sul fronte NPL, nel solo mese di luglio sono stati formalizzati acquisti di portafogli di crediti deteriorati per circa 600 milioni di valore nominale. Nei prossimi mesi, forte attenzione verrà rivolta a offrire nuove soluzioni di ristrutturazione dei crediti Utp, con l’obiettivo di individuare le migliori soluzioni per ridare forza alle imprese del Paese.

Il secondo trimestre ha visto le performance impattate da una serie di eventi singolarmente rilevanti e difficilmente replicabili nella stessa intensità. Tuttavia, alla luce dei positivi risultati della gestione ordinaria del semestre, per la seconda parte dell’anno si confermano le aspettative gestionali in tutti i business.

Highlights– Risultati primo semestre 2018
DATI RICLASSIFICATI: 1 gennaio – 30 giugno
– Margine di intermediazione a 278,1 milioni di euro (+9,8%);
– Risultato netto della gestione finanziaria 238,1 milioni di euro (+10,3%);
– Costi operativi a 144,2 milioni di euro (+20,7%);
– Utile netto di periodo a 66,2 milioni di euro (-36,1%);
– Costo del rischio del settore Imprese a138 bps;
– Rapporto tra le attività deteriorate lorde e gli impieghi lordi del settore Imprese al 10,5%;
– Totale risorse del Gruppo: 1.577 persone (+173 persone rispetto al 2017);
– Ratio – Capitale primario di classe 1 (CET1): 15,13% (15,64% al 31 dicembre 2017);
– Ratio – Capitale di classe 1 (T1): 15,13% (15,64% al 31 dicembre 2017);
– Ratio – Totale fondi propri: 20,28% (21,07% al 31 dicembre 2017).

Highlights– Risultati secondo trimestre 2018
DATI RICLASSIFICATI: 1 aprile – 30 giugno
– Margine di intermediazione a 138,7 milioni di euro (-7,3%);
– Risultato netto della gestione finanziaria a 109,7 milioni di euro (-33,1%);
– Costi operativi a 70,8 milioni di euro (+10,9%);
– Utile netto di periodo a 28,4 milioni di euro (-60,0%).

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.