Unicredit: analisi tecnica.

Quadro tecnico ancora in mano ai ribassisti per Unicredit penalizzata dal periodo nero della lira turca. Anche nella sessione odierna il titolo bancario guida i ribassi del principale listino milanese ed i corsi dovranno evitare di riportarsi al di sotto di quota 12.80 euro. La soglia di sicurezza è posizionata a quota 12.52 euro (per il momento ancora lontana) con rischi di accelerazione ribassista alla sua rottura con target in area 11.80 euro. Recuperi fino a 14.88 euro non modificheranno la struttura ribassista;  i primi, timidi e REALI segnali di ripresa giungeranno solo oltre area 15.35 euro in chiusura di seduta e con tenuta settimanale per il test a 16.0 euro (1° target). 

Il CET1 ratio fully loaded di Gruppo è confermato tra il 12,3 per cento e il 12,6 per cento alla fine del 2018 e al di sopra del 12,5 per cento alla fine del 2019, agli attuali livelli di spread sui BTP4
Il rundown accelerato del portafoglio non core procede secondo i piani. Nuovo target per le esposizioni deteriorate lorde a €19 mld alla fine del 2018
Trasformazione del modello operativo in anticipo rispetto al piano, con l’84 per cento delle chiusure di filiali previste e l’87 per cento di riduzione del personale raggiunto
Iniziative commerciali strategiche e la revisione dei processi “end-to-end”(E2E) in corso

Indicatori tecnici (sett.):

RSI(14) Vendere
STOCH (9,6) Vendere
STOCHRSI (14) Vendere
MACD(12,26) Vendere
ATR(14) meno volatilità
CCI(14) Vendere
ADX(14) Vendere
ROC Vendere
UO Vendere

Williams R: ipervenduto.

 Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

Bande di Bollinger (vedi grafico): i trader colgono dei segnali di acquisto quando il prezzo tocca la banda inferiore, o si allunga per breve periodo al di fuori di essa, colgono invece dei segnali di vendita quando il prezzo tocca la banda di Bollinger superiore, o si allunga per breve tempo al di fuori di essa (questo ind. Funziona meglio durante una fase di contrazione del range).

Punti di Pivot (gg):

S3 S2 S1 Punti di Pivot R1 R2 R3
Classico 12,7494 12,9147 13,0554         13,2207 13,3614 13,5267 13,6674
Fibonacci 12,9147 13,0316 13,1038         13,2207 13,3376 13,4098 13,5267
Bull/Bear Power(13) -0,5920 Vendere


Ratio Prezzo/Utile:
8.43

Beta: 1.82

Eps: 1.57

Range 52 settimane: 12.76 -18.25 euro.

Dividendi:

Anno rif. bil. Valore
2016/2017 0,000 euro
2015 0,120
2014 0,100
2013 0,090
PERFORMANCE %
Ytd -16
1 Mese -12.2
6 Mesi -25
1 Anno -27
3 Anni -55
5 Anni -39

 Rating e target price:

Nome Data Rating Target Price
Jefferies 24/08/2018 N.d. 18.40
Berenberg 14/08/2018 Buy 18.00
Jp Morgan 13/08/2018 Top pick 19.00
UBS 09/08/2018 Buy 18.30
Banca IMI 09/08/2018 Buy 18.00
Nome Data Rating Target Price
Goldman Sachs 02/08/2018 Selected list 24.30 euro
HSBC 10/07/2018 Buy 18.90
RBC Capital 09/07/2018 Top pick 21.00
Morgan Stanley 03/07/2018 Overweight 19.00
Banca Akros 02/07/2018 Neutral 15.00

Jean Pierre Mustier, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., ha commentato i risultati del 2trim 2018 e del 1sem 2018:

 Il team di UniCredit ha conseguito ancora una volta risultati molto solidi nel primo semestre 2018, nonostante un contesto geopolitico e di mercato molto sfidanti. Restiamo fiduciosi nell’economia europea e italiana e nei loro fondamentali forti. UniCredit continua a finanziare l’economia reale in cui opera.

 Il successo continuo nell’esecuzione del piano Transform 2019 è alla base delle resilienti dinamiche commerciali di cui beneficiamo in tutto il Gruppo nel secondo trimestre: il margine di interesse in crescita dell’1,6 per cento a 2,7 miliardi di euro, i volumi dei prestiti in aumento di 9 miliardi di euro nella Group Core e vendite nette di AuM per ulteriori 3,2 miliardi di euro.

 Grazie alle azioni decisive continuamente intraprese per il de-risk del Gruppo, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi del Group Core alla fine del secondo trimestre è sceso di ben 85 punti base all’4,4 per cento.

 Con riferimento al rundown accelerato del portafoglio Non Core, il nostro obiettivo per il 2018 è quello di raggiungere 19 miliardi di euro dai 22,2 miliardi registrati alla fine del secondo trimestre.

 Entro la fine di quest’anno, ci aspettiamo di essere prossimi a effettuare le chiusure delle filiali in Europa occidentale e la riduzione degli FTE annunciati con il piano Transform 2019.”

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.