Il titolo migliore e peggiore della settimana.

Il titolo CHL ha archiviato la seduta settimanale facendo registrare la migliore performance sul listino milanese guadagnando così il 37.4%; dall’inizio dell’anno -11.7%. Il prezzo max degli ultimi 12 mesi è 0.0278 euro, quello minimo 0.0102 euro. Lo scorso 31 agosto la società ha depositato in Consob il prospetto informativo per l’autorizzazione di un aumento di capitale. CHL ha archiviato il 1°semestre 2018 con ricavi pari a 11,19 mln di euro, in calo di 300mila euro rispetto alla prima metà del 2017. A fine giugno la posizione finanziaria netta evidenziava un indebitamento pari a 7,56 milioni di euro, in miglioramento di circa 350 mila euro rispetto al dato di fine 2017. Il titolo Chl è inserito nella Black List Consob.

Al secondo posto si piazza Gefran (+23%) e sul gradino più basso del podio Bialetti (+16.1%).

IL PEGGIORE

Il titolo peggiore della settimana è ASTALDI che ha ceduto il 38.4% sul listino di Piazza Affari; dall’inizio dell’anno ha ceduto il 62%. Il prezzo max degli ultimi 12 mesi è 6.075 euro, quello minimo è 0.800 euro. Il Consiglio di Amministrazione di Astaldi S.p.A. ha deliberato di presentare, dinanzi al Tribunale di Roma, una domanda di concordato preventivo “con riserva” ai sensi degli artt. 161, sesto comma, e 186-bis R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e s.m.i. (“l.fall.”), prodromica al deposito di una proposta di concordato preventivo in continuità aziendale ex artt. 160 e 186-bis s.s. l.fall. Con tale domanda di concordato, la Società, che mantiene una solida realtà industriale, intende avvalersi di uno strumento di gestione della crisi per superare una temporanea tensione finanziaria, che ha determinato ritardi con riferimento, tra l’altro, allo start-up di alcune nuove commesse acquisite, all’incasso di alcuni anticipi e al regolare avanzamento di alcuni progetti, per cui la Società ritiene non più perseguibili ad oggi gli obiettivi aziendali delineati nel Piano Strategico 2018-2022.
In ogni caso, anche nel corso del concordato preventivo “con riserva”, la Società continuerà ad operare in regime di continuità aziendale – proseguendo tra l’altro nell’esecuzione dei contratti pubblici in corso e partecipando, nei modi consentiti dalla vigente legislazione, a nuove gare. È in fase avanzata lo studio, da parte della Società, unitamente agli advisor nominati, di un nuovo piano in continuità aziendale ai sensi dell’art. 186-bis l.fall. da sottoporre, entro il termine di cui all’art. 161, sesto comma l.fall., al vaglio di ammissibilità del Tribunale medesimo, nonché
all’approvazione dei creditori.

Al 30 giugno 2018, il Gruppo Astaldi ha registrato un Totale Indebitamento Finanziario Netto (come da comunicazione ESMA del 10 febbraio 2005) pari a €1.898,1 milioni (€1.470,3 milioni a dicembre 2017) e un Indebitamento Finanziario Netto Complessivo pari a €1.757,7 milioni (€1.267 milioni a dicembre 2017). Alla stessa data, Astaldi S.p.A. ha registrato un Totale Indebitamento Finanziario Netto (come da comunicazione ESMA del 10 febbraio 2005) di €1.990,7 milioni (€1.552,7 milioni al 31 dicembre 2017) e un Indebitamento Finanziario Netto Complessivo pari a €1.968,4 milioni (€1.541,3 milioni al 31 dicembre 2017).

Al secondo posto troviamo Safilo Grp (-27.1%) ed al terzo M&C (-24.2%).

(esclusi titoli AIM)

Please follow and like us:

pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.