Titoli bancari ancora sotto assedio.

Altra pesante tegola per i titoli del comparto bancario che trascinano verso il basso il listino di Piazza Affari dopo il finto rialzo di questa mattina. La lunga discesa che dura da circa un decennio ha permesso ad alcuni titoli del settore di cedere oltre il 90%, come ad esempio Mps, Creval, Carige, Bami ed Unicredit

A guidare i ribassi dei titoli principali del comparto bancario è ancora una volta Bco Bpm che ha ceduto il 5.75%.  L’azione, in mancanza di un’immediata reazione, rischia di prolungare il downtrend fino in area 1.92 euro, senza escludere approfondimenti più sostanziosi (2° target: 1.835 euro) in caso di un’ eventuale stabilizzazione dei corsi al di sotto di 2.00 euro. Recuperi al di sopra di 2.18 euro (in chiusura) potrebbero allentare momentaneamente le tensioni e favorire una estensione sui 2.36 euro, resistenza decisiva per assistere ad una inversione dell’attuale tendenza. 

Venduto a piene mani anche Ubi Banca che lascia sul terreno di Piazza Affari il 4.57%. Le quotazioni si apprestano a testare il supporto posizionato a 3.26 euro la cui rottura potrebbe spingere i corsi fino in area 3.17 euro in prima battuta. Il successivo riferimento da monitorare è quello situato in area 3.03 euro, un livello da osservare con grande attenzione poichè la decisa violazione potrebbe proiettare il titolo bancario fino a quota 2.94 e 2.77 euro. Reali segnali di ripresa oltre i 3.70 euro con tenuta settimanale. 

Le vendite colpiscono anche Bper Banca (-3.94%);  la violazione di 4.01 euro ha fatto scattare nuovi segnali di allarme ed il titolo potrebbe spingersi fino a 3.77 euro in prima battuta (2° target 3.61 euro). Prime reali indicazioni positive oltre i 5 euro (in chiusura) per il test in area a 5.25 (1° target) ma siamo ancora lontani dalla resistenza strategica a quota 6 euro, oltre la quale ci sarà la possibilità di raggiungere i primi obiettivi a 6.44 e 6.57 euro.

Lettera sul titolo Intesa (-3.91%); un’eventuale stabilizzazione dei prezzi sotto quota 2.12 euro molto probabilmente favorirà una nuova ondata ribassista con target in area 2.08 e 2.06 euro, ultimo livello che dovrà frenare i corsi ed evitare che il titolo si possa spingere fino a 1.97 euro in prima battuta. Primi segnali positivi oltre quota 2.28 euro in chiusura.

In rosso anche Mediobanca (-3.05%) che dovrà evitare di raggiungere il sostegno a 7.97 euro la cui rottura (in particolar modo in chiusura) potrebbe spingere i prezzi fino a a 7.78 euro, senza escludere approfondimenti più sostanziosi (target 7.25 euro) in caso di stabilizzazione dei corsi al di sotto di 7.78 euro. Un recupero al di sopra di 8.80 euro (in chiusura) potrebbe allentare momentaneamente le tensioni e favorire una estensione fino in area 9.20 euro in prima battuta. 

Unicredit cede il 2.34% la cui soglia di sicurezza è posizionata a quota 12.52 euro con rischi di accelerazione ribassista alla sua rottura con target in area 11.80 euro in prima battuta. Recuperi fino a 14.88 euro non modificheranno la struttura ribassista;  i primi e reali segnali di ripresa giungeranno solo oltre area 15.35 euro in chiusura di seduta e con tenuta settimanale per il test a 16.0 euro (1° target). 

Limita i danni Bca Generali che cede l’1.17%. In controtendenza Bca Mediolanum (+0.51%) e FinecoBank (+0.91%).

Tra i titoli del comparto bancario non appartenenti al principale listino di Piazza Affari si mettono in evidenza Bca Ifis (-7.40%), Bca Carige (-4.70% e nuovo minimo storico), Bca Mps (-4.0%) che si riavvicina ai minimi storici e Creval (-3.10%).

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.