Unicredit: analisi tecnica.

Quadro grafico ancora incerto per Unicredit. Il titolo si mantiene in prossimità del supporto strategico in area 11.80 euro. In mancanza di una reazione decisa si fa sempre più pressante il rischio che tale livello venga violato con forza e che i corsi tornino a spingere il piede sull’acceleratore affondando il colpo verso il primo target a 11.26 euro (2° target area 10.60 euro). Il sostegno di lungo periodo è posizionato a quota 10.28 euro, ultimo livello che avrà il gravoso compito di impedire al titolo bancario di avvicinarsi ancora una volta ai minimi storici.
Recuperi fino a 14.88 euro non modificheranno la struttura ribassista; i primi e reali segnali di ripresa giungeranno solo oltre area 15.35 euro in chiusura di seduta e con tenuta settimanale per il test a 16.0 euro (1° target). Piazza Affari dovrebbe aprire la seduta in deciso rialzo ma occhio ad eventuali fuochi di paglia soprattutto sui titoli bancari.

Il CET1 ratio fully loaded di Gruppo è confermato tra il 12,3 per cento e il 12,6 per cento alla fine del 2018 e al di sopra del 12,5 per cento alla fine del 2019, agli attuali livelli di spread sui BTP4
Il rundown accelerato del portafoglio non core procede secondo i piani. Nuovo target per le esposizioni deteriorate lorde a €19 mld alla fine del 2018
Trasformazione del modello operativo in anticipo rispetto al piano, con l’84 per cento delle chiusure di filiali previste e l’87 per cento di riduzione del personale raggiunto
Iniziative commerciali strategiche e la revisione dei processi “end-to-end”(E2E) in corso

Indicatori tecnici (sett.):

RSI(14) Vendere
STOCH (9,6) Vendere
STOCHRSI (14) Ipervenduto
MACD(12,26) Vendere
ATR(14) meno volatilità
CCI(14) Vendere
ADX(14) Vendere
ROC Vendere
UO Vendere

Williams R: ipervenduto.

 Medie mobili esponenziali:

il prezzo è collocato al di sotto di Ema20, quest’ultima è inferiore a Ema50; entrambe sono inferiori alla media mobile di periodo 200 (SMA). Secondo questa teoria è in atto l’orientamento più ribassista possibile.

Bande di Bollinger (vedi grafico): i trader colgono dei segnali di acquisto quando il prezzo tocca la banda inferiore, o si allunga per breve periodo al di fuori di essa, colgono invece dei segnali di vendita quando il prezzo tocca la banda di Bollinger superiore, o si allunga per breve tempo al di fuori di essa (questo ind. Funziona meglio durante una fase di contrazione del range).

Punti di Pivot (gg):

S3 S2 S1 Punti di Pivot R1 R2 R3
Classico 11,8354 11,8687 11,8934 11,9267 11,9514 11,9847 12,0094
Fibonacci 11,8687 11,8909 11,9045 11,9267 11,9489 11,9625 11,984
Bull/Bear Power(13) -0,1780 Vendere

Beta: 1.79

Ratio Prezzo/Utile: 7.61

Eps: 1.57

Range 52 settimane: 11.742 – 18.24 euro.

Dividendi:

Anno rif. bil. Valore
2016/2017 0,000 euro
2015 0,120
2014 0,100
2013 0,090
PERFORMANCE %
Ytd -24
1 Mese -11
6 Mesi -31
1 Anno -30
3 Anni -60
5 Anni -58

Rating e target price:

Nome Data Rating Target Price
Santander 11/10/2018 Buy 16.80 (-4.80 euro)
Jp Morgan 09/10/2018 Top pick 16.00 (-4.0 euro)
Morgan Stanley 02/10/2018 Overweight 17.20 (-5.20 euro)
Citigroup 01/10/2018 Neutral N.D.
Equita sim 26/09/2018 Buy 21.50 (-9.50 euro)
Nome Data Rating Target Price
Jefferies 24/08/2018 N.d. 18.40
Berenberg 14/08/2018 Buy 18.00
Jp Morgan 13/08/2018 Top pick 19.00
UBS 09/08/2018 Buy 18.30
Banca IMI 09/08/2018 Buy 18.00
Nome Data Rating Target Price
Goldman Sachs 02/08/2018 Selected list 24.30 euro (-12.30 euro)
HSBC 10/07/2018 Buy 18.90
RBC Capital 09/07/2018 Top pick 21.00
Morgan Stanley 03/07/2018 Overweight 19.00
Banca Akros 02/07/2018 Neutral 15.00 (-3.0 euro)

Jean Pierre Mustier, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., ha commentato i risultati del 2trim 2018 e del 1sem 2018:

 Il team di UniCredit ha conseguito ancora una volta risultati molto solidi nel primo semestre 2018, nonostante un contesto geopolitico e di mercato molto sfidanti. Restiamo fiduciosi nell’economia europea e italiana e nei loro fondamentali forti. UniCredit continua a finanziare l’economia reale in cui opera.

 Il successo continuo nell’esecuzione del piano Transform 2019 è alla base delle resilienti dinamiche commerciali di cui beneficiamo in tutto il Gruppo nel secondo trimestre: il margine di interesse in crescita dell’1,6 per cento a 2,7 miliardi di euro, i volumi dei prestiti in aumento di 9 miliardi di euro nella Group Core e vendite nette di AuM per ulteriori 3,2 miliardi di euro.

 Grazie alle azioni decisive continuamente intraprese per il de-risk del Gruppo, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi del Group Core alla fine del secondo trimestre è sceso di ben 85 punti base all’4,4 per cento.

 Con riferimento al rundown accelerato del portafoglio Non Core, il nostro obiettivo per il 2018 è quello di raggiungere 19 miliardi di euro dai 22,2 miliardi registrati alla fine del secondo trimestre.

 Entro la fine di quest’anno, ci aspettiamo di essere prossimi a effettuare le chiusure delle filiali in Europa occidentale e la riduzione degli FTE annunciati con il piano Transform 2019.”

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.