I titoli di Piazza Affari che potrebbero incrementare i ribassi.

I titoli di Piazza Affari che potrebbero incrementare i ribassi in caso di violazione di decisivi supporti.

Saras: come già accennato nell’articolo precedente bisognava prestare la massima attenzione alle false partenze del titolo. In questo scenario grafico molto incerto è consigliabile monitorare il supporto a 1.64 euro ( al momento il titolo è a quota 1.648 euro) la cui decisa violazione (in chiusura di seduta) potrebbe spingere i prezzi in area 1.57 euro (1° target; area 1.47 euro 2° target). Reali segnali di ripresa solo oltre 1.90 euro (in chiusura e con tenuta di almeno tre sedute). Fino ad allora solo brevi rialzi seguiti da ripetute discese. Guardando più in alto invece, la violazione delle resistenze strategiche a 2.15 e 2.17 euro (in chiusura) potrebbero riportare i prezzi in area 2.28 euro. Dal 2006 ad oggi ha ceduto circa il 70%.

Mediaset: la violazione di 2.76 euro ha agevolato ulteriori affondi che hanno spinto il titolo agli attuali 2.70 euro. In questo scenario molto incerto e caratterizzato stranamente da scarsi volumi (nonostante il titolo provenga dal listino principale) è fondamentale che il titolo si mantenga oltre il supporto a 2.68 euro la cui violazione in chiusura potrebbe spingere i corsi fino a 2.60 euro (2° target area 2.54 euro). I primi e reali segnali di ripresa giungeranno solo oltre 3.05 euro in chiusura, obiettivo alquanto arduo (sfumato per ora il dividendo accennato più volte nei mesi precedenti) in mancanza di reali e concrete news che circolano da circa un anno su un partner europeo. Il titolo dal 2000 ad oggi ha ceduto circa il 90%.

Fincantieri: nelle ultime sedute il titolo si era stabilizzato in area 1.085 euro ma il calo di Piazza Affari ha riportato i corsi in area 1.070. Se le quotazioni dovessero stabilizzarsi al di sopra del supporto critico a 1.05 euro ci saranno buone possibilità di andare a rivedere 1.11 euro ma
è necessario il superamento di quota 1.17 euro (in chiusura e con tenuta di almeno 3 sedute) per un allungo verso 1.25 euro. Segnali favorevoli ad un rialzo più esteso oltre quota 1.32 euro livello sopra il quale (in chiusura) verranno gettate le basi per il successivo target a 1.57 euro. Discese sotto 1.05 euro (in chiusura) potrebbero spingere i prezzi verso area 1.0 euro in prima battuta.

Tim: sembra prediligere il rosso il titolo Tim che da circa due decenni non riesce a mettere in atto un lungo e convincente rialzo. Se le quotazioni continueranno ad oscillare al di sotto di quota 0.60 euro assisteremo solo a brevissimi rialzi seguiti da numerosi ribassi. Al momento è indispensabile non violare il sostegno a 0.5210 euro la cui rottura (in particolar modo in chiusura di seduta) potrebbe favorire ulteriori affondi in direzione di quota 0.502 euro, supporto fondamentale di lungo termine. Primi e timidi segnali di ripresa oltre 0.600 euro (in chiusura) ma in ottica temporale più estesa un miglioramento grafico si avrà solo oltre quota 0.6820 euro in chiusura per il test 0.7393 euro, impresa che al momento sembra alquanto difficile. Il titolo dal 2000 ad oggi ha ceduto circa il 90%, un disastro.

Safilo: il titolo che in soli 12 mesi ha ceduto addirittura l’84% (-91% in 3 anni, -95% in 5 anni e -99% dal debutto ad oggi; due aumenti di capitale negli ultimi 8 anni) non riesce a risalire la china ed ora rischia di violare il sostegno in area 0.705 euro la cui rottura in chiusura potrebbe spingere le quotazioni a 0.6900 (prezzo min. storico) e successivamente a 0.662 euro.
I primi, timidi e reali segnali di risveglio solo oltre 0.800 euro in chiusura, con tenuta settimanale ed aumento dei volumi. Una vittoria sopra la prima resistenza strategica a 0.900 euro fornirebbe una forte indicazione per il medio termine con target a 1.00 euro.

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pasqualeferraro

Pasquale Ferraro, giornalista pubblicista, lavora con varie testate online: Trend-online, Investing.com, Yahoo Finanza, Alice Economia, Finanza rapisarda, 4Trading, CBLive, Borsa investimenti ed altre.

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