Saipem: da 48 a 3.40 euro. Necessita di un nuovo adc?

La violazione del primo sostegno a 3.86 euro (mese scorso) ha peggiorato il quadro grafico di breve/medio periodo e i corsi si sono spinti fino ai primi target a 3.60 e 3.51 euro. La rottura di quest ultimo livello ha peggiorato il quadro grafico ed in mancanza di una decisa reazione i rischi di andare a rivedere area 3.38 euro e 3.19 euro resteranno alti. Sarà necessario il superamento (in chiusura e con tenuta di almeno tre sedute) di 4.42 euro per permettere al titolo di invertire la tendenza e puntare in prima battuta a quota 4.87 euro. Occhio ai fuochi di paglia. Il titolo in 5 anni ha ceduto oltre l’85% portandosi da 48 a 3.41 euro, un vero e proprio disastro in termine di performance. L’ultimo aumento di capitale, almeno per il momento, non ha dato i suoi frutti. Neanche la commessa resa nota il primo giugno (Saipem ed Eni hanno firmato oggi un contratto relativo ad attività di perforazione offshore in Mozambico, che impegnerà la drillship Saipem 12000, della durata di 15 mesi a partire dalla metà del 2019. Il valore complessivo delle acquisizioni ammonta a 230 milioni di USD) ha ridato fiato al titolo. Da circa 3,4 anni gli occhi sono puntati sui risultati economico-finanziari e sull’indebitamento finanziario netto (al 31 marzo 2017 ammonta a 1.605 milioni di euro, con un incremento di 155 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016, 1.450 milioni di euro, dovuto alla variazione del capitale circolante). Il mese scorso l’agenzia S&P ha confermato il rating sul debito a lungo termine di Saipem, fissato a “BB+”; il giudizio ora classifica la società tra gli emittenti speculativi. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono “negative”  per il “long term corporate credit rating” e per le “senior unsecured facilities” comprendenti una Term Loan Facility di € 1,6 miliardi, una Revolving Credit Facility di € 1,5 miliardi e tre emissioni obbligazionarie da € 500 milioni ciascuna effettuate a valere sul programma Euro EMTN di Saipem (nel maggio del 2016 Standard & Poor’s invece aveva ridotto il rating a lungo termine di Saipem, portandolo a ‘BB+’ con outlook negativo dal precedente ‘BBB-‘ con outlook stabile, e rimuovendolo dal ‘CreditWatch negative’). Gli investitori sono scettici sulla capacità futura di Saipem di generare cassa in linea con il piano industriale. Inoltre il calo dell’oro nero contribuisce allo scenario negativo di Saipem e in mancanza di una ripresa Saipem potrebbe essere costretta a rivedere il piano triennale. Nel medio periodo arriverà un altro aumento di capitale?
Bilanci annuali: dal 2013 al 2016.

31.12.2016 31.12.2015 31.12.2014
Totale entrate 10008 11509 12888 12018
Utile Lordo 3848 2730 5138 4437
Proventi Operativi -1499 -452 55 157
Reddito Netto -2087 -806 -230 -159

 Saipem ritiene che nel primo trimestre del 2017 ha espresso una performance solida, nonostante il perdurare di un contesto di mercato difficile. Il Grp continua a potenziare il business e a fare in modo che Saipem sia nella posizione migliore per cogliere le opportunità del futuro rafforzando la struttura finanziaria, e la nuova struttura organizzativa sarà pienamente operativa nel secondo trimestre. 

Rating e target price:

Nome Data Rating Target Price
Kepler Cheuvreux 02/06/2017 Hold 4.50 euro
Equita sim 02/06/2017 Hold 4.30
Banca IMI 02/06/2017 Hold 4.00
Banca Akros 02/06/2017 Buy 5.40
Barclays 31/05/2017 Overweight 5.50

Risultati del primo trimestre 2017:

 Ricavi: 2.263 milioni di euro (2.840 milioni di euro nel primo trimestre del 2016)  EBITDA adjusted: 256 milioni di euro (314 milioni di euro nel primo trimestre 2016)  Risultato operativo (EBIT) adjusted: 122 milioni di euro (142 milioni di euro nel primo trimestre del 2016)  Risultato operativo (EBIT): 112 milioni di euro (142 milioni di euro nel primo trimestre del 2016)  Risultato netto adjusted: 54 milioni di euro (61 milioni di euro nel primo trimestre del 2016)  Risultato netto: 47 milioni di euro (61 milioni di euro nel primo trimestre del 2016)  Investimenti tecnici: 83 milioni di euro (45 milioni di euro nel primo trimestre del 2016)  Debito netto al 31 marzo 2017: 1.605 milioni di euro (1.450 milioni di euro al 31 dicembre 2016)  Acquisizione nuovi ordini: 509 milioni di euro  Portafoglio ordini residuo: 12.465 milioni di euro.

Confermata la guidance 2017

 Ricavi: ~ 10 miliardi di euro  EBITDA: ~ 1 miliardo di euro  Utile Netto: > 200 milioni di euro (inclusivo di circa 30 milioni di oneri di riorganizzazione)  Investimenti tecnici: ~ 0,4 miliardi di euro  Debito netto: ~1,4 miliardi di euro.

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